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Capitalizzazione crypto a 5.000 miliardi di dollari entro il 2028?

Pubblicato: 31 Agosto 2022 di Francesco

Parlare di capitalizzazione crypto a 5.000 miliardi di dollari significa parlare sicuramente di un traguardo ambizioso e colossale per il comparto delle criptovalute. Analisti ed esperti, anche appartenenti a compagnie famose, dal calibro di Facts and Factors, continuano ormai da tempo ad analizzare la situazione.

Al di là del breve termine, che in ogni caso rappresenta un lasso temporale importante, è proprio sul medio e lungo termine che hanno iniziato ultimamente a concentrarsi le attenzioni. Tutto ciò su un settore, quello crypto, che ha mostrato tantissime evoluzioni e molteplici cambiamenti rispetto al passato.

Al momento di questa stesura, ricordiamo come il livello complessivo di capitalizzazione delle criptovalute ammonti a circa 1.751 miliardi di dollari. Un valore ancora molto lontano rispetto ai 5.000 dollari, che rapportato a 5 anni fa mostra tuttavia uno sviluppo ed un incremento a dir poco colossale.

Avremo modo di approfondire il tutto nel corso delle righe successive, non prima di aver ricordato come il comparto crypto, in questo caso per le criptovalute più importanti, possa essere individuato su broker autorizzati e regolamentati, come ad esempio eToro.

Lo stesso propone una sezione integrante più di 42 criptovalute e numerose funzionalità per gli utenti registrati, come ad esempio il Copy Trading per copiare reali strategie effettuate da professionali Popular Investor.

Capitalizzazione crypto a 5.000 miliardi: sarà possibile?

Sarà possibile parlare di capitalizzazione crypto a 5.000 miliardi di dollari entro il 2028? Partendo dal principio, tornando indietro di qualche anno, il livello di capitalizzazione delle criptovalute poteva essere constatato a poche migliaia di dollari.

La nascita di nuovi ecosistemi, associati a propri token (con valore circolante e prezzo unitario proprio) ha permesso al market cap di poter accrescere e svilupparsi in modo dinamico. Ricordiamo tuttavia come anche questo indicatore subisca aumenti e decrementi nel corso del tempo, sulla base della volatilità di ogni criptovaluta.

In tutto ciò, adesso che siamo al 2022, al comparto crypto servirà una grossa spinta per poter sfondare dapprima il muro dei 3.000 miliardi e successivamente dirigersi verso quello dei 5.000. Dati alla mano, è possibile constatare la presenza di tantissimi aspetti potenzialmente trainanti per gli analisti.

Fra questi è possibile ricordare (rispetto al passato):

  • l’interesse sul comparto crypto da parte di grandi società ed enti istituzionali (si pensi ad esempio a MicroStrategy, ossia una delle società con maggior numero di Bitcoin nelle proprie casse);
  • l’utilizzo delle criptovalute integrato ed accettato come metodo di pagamento per effettuare acquisti (si pensi ad esempio a Coca Cola, Expedia e molte altre realtà);
  • la nascita di nuovi ecosistemi con scopi reali, volti ad apportare migliorie nella vita delle persone ed a rivoluzionare il settore della finanza tradizionale (si pensi in questo caso agli sviluppi colossali della DeFi);
  • il possibile aggiornamento in arrivo per Ethereum “Arrow Glacier”, che dovrebbe apportare fees ridotte ed incrementare la scalabilità (aspetto importante visto che Ethereum è al secondo posto nella classifica mondiale market cap);
  • lo sviluppo del mondo dei NFT, che a sua volta si intreccia ormai da mesi con quello crypto;
  • lo sviluppo di strumenti legati al Bitcoin (si pensi ad esempio agli ETF su BTC).

Conclusioni

Il raggiungimento dei 5.000 miliardi di dollari per il comparto crypto rappresenta un target complesso da ottenere, anche considerando il lungo periodo. In ogni caso, il mercato delle criptovalute ci ha abituati (nel corso degli ultimi anni) a continui cambiamenti ed a continue variazioni.

Ad oggi è possibile constatare la presenza di migliaia di criptovalute, contrariamente dal passato, quando potevano contarsene appena una decina (primi anni di sviluppo del mercato). Le criptovalute più importanti, risultano attualmente listate all’interno di broker autorizzati e professionali, come ad esempio eToro (qui la pagina ufficiale).

L’investimento in criptovalute è altamente volatile e non regolamentato in alcuni paesi dell’UE. Nessuna tutela del consumatore. Potrebbero essere applicate imposte sugli utili.

Lo stesso operatore propone una sezione crypto costantemente aggiornata e con decine di asset (sia storici, si pensi ad esempio al Bitcoin, sia di nuova generazione, si pensi ad esempio a Ren, Synthetix e molte altre). Su tantissimi strumenti, la piattaforma permette di agire con due strategie differenti:

  • acquisto diretto dell’asset sottostante (si agisce in modo specifico sulla criptovaluta vera e propria);
  • trading online con strumenti derivati, ossia con contratti per differenza.

In questo secondo caso, il trader può decidere di piazzare sia strategie al rialzo, si strategie al ribasso, senza possedere alcuna moneta digitale in modo fisico (si agisce su repliche dell’andamento del sottostante). Il broker mostra inoltre una serie di ulteriori funzionalità quali:

  • conto demo illimitato nel tempo e gratuito;
  • app per gestire le attività tramite smartphone;
  • sezione tecnica con tanti indicatori;
  • assistenza professionale;
  • sezione formativa.

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