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L’Euro Digitale Spaventa il Bitcoin e Le Altre Criptovalute?

Contrariamente dal passato, ad oggi, la presenza della digitalizzazione nel settore della finanza tradizionale ha iniziato ad esser vista in misura sempre più importante. I timori che venivano esposti 4 o 5 anni fa hanno lasciato posto a termini quali “progresso”, “innovazione” e “digitalizzazione”, a patto di rispettare rigorosi standard di sicurezza. Ma l’euro digitale spaventa il Bitcoin?

Molti governi centrali, appartenenti a diversi Stati, stanno continuando a portare avanti i loro progetti legati alle proprie valute digitali. La nazione che sembrerebbe più avanti di tutte è la Cina, la quale ormai da mesi continua a proporre i propri test sulla valuta nazionale digitale.

In modo parallelo, anche l’Unione Europea, considerata una delle principali potenze mondiali, ha ultimamente deciso di spingere sull’Euro digitale. Nel corso del nostro approfondimento scopriremo i nuovi progressi legati allo stesso e soprattutto su quale piano potrebbero porsi questi nuovi asset rispetto alle criptovalute tradizionali, una fra tutte il Bitcoin.

Prima di procedere, ricordiamo come ad oggi broker regolamentati ed autorizzati, come ad esempio eToro, permettano di scambiare sulle principali criptovalute mondiali, come ad esempio BTC, in modo autonomo e professionale.

L’Euro Digitale Spaventa il Bitcoin? Le mosse dell’UE

Come ricordato in precedenza, le principali banche mondiali, come ad esempio anche la BCE, ossia Banca Centrale Europea, stanno ormai da tempo cercando di portare all’interno del mercato un proprio concetto di valuta digitale. Lo stesso Euro digitale, che dovrebbe viaggiare in modo parallelo alla valuta locale reale, rappresenterebbe un supporto ed una possibile alternativa per i pagamenti.

Alcuni vertici del consiglio di amministrazione, come ad esempio Fabio Panetta, hanno inoltre esposto alcuni aspetti chiave legati all’Euro digitale ed alla sua valenza all’interno del settore. Uno degli obiettivi primari di qualsiasi Stato intenzionato a proporre una propria valuta digitale, è soprattutto quello di proteggere i propri cittadini da criptovalute competitors che potrebbero garantire poca sicurezza e poca privacy.

E’ infatti possibile tenere a mente come valute gestite da Sati centrali, permettano in primo luogo un controllo efficiente da parte degli stessi enti nazionali ed in secondo luogo non risultino legate ad alcun interesse di lucro o sulla raccolta dei dati. In altri termini, solamente un supporto parallelo alla valuta reale.

Nel corso degli ultimi anni le sfide sullo stesso Euro digitale sono state molte, la maggior parte delle quali volte a permettere la strutturazione di sistemi di controllo e di gestione per abbattere il riciclaggio di denaro (cosiddetto denaro sporco), eliminare qualsiasi possibilità di finanziare organizzazioni illecite e cercare di combattere evasori fiscali.

Un secondo aspetto da poter considerare, riguarda la volontà della stessa Unione Europea di proporre strumenti (entro i prossimi anni) con alta interoperabilità, in grado di garantire pagamenti su lunghe distanze più efficaci e con meno costi. Un vero e proprio meccanismo competitor per molte altre criptovalute, le quali basano le proprie potenzialità proprio su efficienza e costi ridotti sui pagamenti transfrontalieri.

Conclusioni

Giungendo alle conclusioni finali, sono in molti a chiedersi se l’Euro digitale spaventi il Bitcoin e le altre criptovalute. Rappresenta in ogni caso un settore parallelo, che secondo molti esperti non ha nulla a che vedere con il mondo della finanza decentralizzata.

Anche se alcuni elementi in comune possono essere individuati, si pensi ad esempio al sistema digitalizzato, l’Euro digitale resta pur sempre ancorato ad una valuta reale (ossia l’euro), cosa che una criptovalute tradizionale, come ad esempio il Bitcoin, non può avere (mostrando un proprio valore indipendente).

Concludiamo il nostro approfondimento ricordando come all’interno del settore crittografico, riferito in questo caso alle criptovalute vere e proprie, risulti ad oggi possibile scambiare su assets crypto solamente su broker ed operatori professionali. Uno dei più completi è eToro, il quale dispone di tutte le regolamentazioni di pertinenza, nonché di autorizzazione CONSOB.

Dà la possibilità di aprire posizioni sulle maggiori criptovalute mondiali (BTC, ETH, XRP, BCH), utilizzando contratti per differenza e mettendo in ogni caso a disposizione un comodo conto demo iniziale a costo zero.

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Sull'autore

Francesco

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