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Crollo di Bitcoin ed Ethereum: il motivo è ancora una volta da ricercare in Cina

Tempi di magra per i crypto credenti: Bitcoin, Ethereum e tante altre criptovalute stanno precipitando nelle ultime ore, e il motivo è ancora una volta da ricercare in Cina.

La People’s Bank of China, che controlla la politica monetaria del colosso asiatico e ne regola le istituzioni finanziarie, ha chiesto alle banche di non offrire prodotti o servizi finalizzati alle transazioni di criptovaluta. Le nuove (o vecchie, a seconda di come la si guarda) misure hanno fatto precipitare i valori di vari “cryptos”.

Prima di procedere ad affrontare l’argomento, però, è bene ricordare che è possibile negoziare tutte le criptovalute, in maniera sicura su piattaforme certificate come eToro.

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La Cina scuote di nuovo i mercati delle criptovalute

Al momento bitcoin vale circa 33.000 dollari, mentre un ETH supera di poco i 2.000 dollari ma è arrivato a lottare con la barriera dei 1.900. I dati sono eclatanti, soprattutto quando questa criptovaluta ha raggiunto il prezzo record di oltre 4.300 dollari il 12 maggio, mentre il bitcoin ha toccato i 65.000 a metà aprile.

Il calo si è diffuso praticamente a tutte le criptovalute e solo le stablecoin come Tether o USD Coin rimangono più o meno sicure grazie al loro rapporto quasi 1: 1 rispetto al dollaro USA.

I ribassi nelle ultime 24 ore raggiungono il 14% nel caso di Dogecoin, e l’accumulato nell’ultima settimana è ancora più preoccupante sia per bitcoin (che perde più del 19%) che per ETH (che rasenta il 22% di perdite).

Le dichiarazioni della People’s Bank of China non sono una novità, e sono ancora una volta una conferma delle misure che già da tempo  hanno iniziato ad assumere.

Ora, però, altre istituzioni finanziarie hanno dichiarato di unirsi a questi sforzi e seguire le linee guida della BPC: la Postal Savings Bank, la Agricultural Bank of China e persino la gigantesca piattaforma Alipay hanno rilasciato dichiarazioni in cui aderiscono a queste linee guida.

A questa persecuzione in campo finanziario si aggiunge anche quella che sta colpendo i minatori. Secondo il Global Times, la provincia di Shichuan, nel sud-ovest della Cina, ha visto la chiusura di diverse “miniere di bitcoin” domenica scorsa. Si stima che infatti il ​​90% dell’attività mineraria cinese finirà per scomparire a breve termine, cosa che potrebbe avere un effetto ancora più notevole nell’immediato futuro di questa criptovaluta.

Considerazioni finali

Ovviamente continueremo ad occuparci della Cina e del crollo del Bitcoin ed Ethereum ad esso legato, ma se nel frattempo desideri investire in criptovalute in maniera sicura, eToro è un broker completamente legale che possiede le licenze delle istituzioni finanziarie ufficiali europee, e inoltre:

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Sull'autore

Giulia Mariotti

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