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ETH deflazionistico con le commissioni sul gas aumentate

Pubblicato: 16 Gennaio 2023 di Francesco

Durante l’ultimo rally dei prezzi, la maggior parte delle criptovalute ad elevata capitalizzazione di mercato ha subito crescite. Con l’aumento dei prezzi, si è iniziato a parlare in modo parallelo a che di un vero e proprio ETH deflazionistico.

Tutto ciò in riferimento all’aumento del gas, ossia alle commissioni legate al protocollo, che sarebbero aumentate in modo esponenziale, raggiungendo i 15 gwei. Una notizia che ha per molti dell’incredibile, soprattutto perché l’evento avviene molte settimane prima del tanto richiesto aggiornamento Shanghai.

Lo stesso aggiornamento punta a garantire a tutti gli staker di ETH, di avviare un vero e proprio processo di recessione dal tradizionale Beacon Depositor Contract. Le variazioni del gas hanno tuttavia messo in discussione alcuni aspetti, che avremo modo di focalizzare a breve.

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ETH deflazionistico: cosa significa ciò per Ethereum?

Gli ultimi dati esposti dai principali siti informativi del settore crypto, mettono nuovamente in evidenza un ETH deflazionistico. Un evento che non veniva registrato dal primo di dicembre e che e che può quindi considerarsi la prima importante variazione dell’Ethereum nel 2023.

Al momento di questa stesura, ci sarebbero infatti circa 30 ETH in meno rispetto a quelli in circolazione. Tutto ciò da quando il delicato processo di unione ha avuto luogo nel corso dell’anno ormai passato, rendendo Ether deflazionato (almeno per specifiche fasi iniziali).

Il passaggio al sistema di convalida Proof of Stake (dal Proof of Work) non sarebbe tuttavia l’unico motivo. Gli analisti parlano anche di una forte influenza dell’implementazione EIP 1559. Di cosa si tratta esattamente e perché è rilevante?

È un meccanismo di masterizzazione, che ha il compito di bruciare l’ETH raccolto dai processi di verifica delle transazioni sul network. Il tasso di combustione diventa quindi sempre più alto man mano che le commissioni diventano più alte, generando un effetto a catena.

Adesso che Ethereum non funziona più sul meccanismo di Proof o Work, l’introduzione degli staker sul protocollo ha rivoluzionato il modo di operare della rete. Il numero di ETH emessi è diminuito in modo esponenziale, mentre l’EIP 1559 continua a bruciare monete.

Esperti ed analisti si domandano se con l’arrivo del prossimo aggiornamento, ossia Shanghai, che è previsto con una testnet pubblica nel mese di febbraio e con una mainnet ufficiale nel mese di marzo, le condizioni sul gas e sui processi interni subiranno o meno variazioni.

Per adesso i valori restano tali, anche se sotto l’aspetto dei prezzi la criptovaluta ha mostrato diversi slanci nel corso delle prime giornate del 2023, cercando di allontanarsi dai minimi del delicato mese di dicembre 2022.

Note finali

Focalizzandoci sui prezzi, è effettivamente possibile constatare come nella giornata dell’11 gennaio 2023, il prezzo di Ethereum fosse ancora pari a 1.324 dollari. La quotazione aveva successivamente guadagnato terreno, superando la linea dei 1.400 dollari.

Con nuove fiducie ed un rally rilevante, il prezzo dell’asset è salito attorno ai 1.500 dollari nella giornata del 14 gennaio, continuando con nuovi massimi mensili (nonché annuali), oltre i 1.550 dollari. Nelle prime ore di questo 16 gennaio, il valore ha anche raggiunto i 1.577$.

Al momento di questa stesura un Ethereum (ETH) può essere scambiato attorno ai 1.548 dollari, ossia in leggera flessione, ma comunque con valori positivi rispetto alle precedenti giornate e settimane. Vista l’estrema volatilità, è tuttavia opportuno restare continuamente aggiornati.

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