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Difficoltà sull’estrazione del Bitcoin: raggiunto un nuovo ATH

Pubblicato: 16 Gennaio 2023 di Francesco

Nel corso del 2022 abbiamo più volte avuto modo di parlare delle difficoltà sull’estrazione del Bitcoin. Difficoltà che secondo gli esperti si sarebbero addirittura acuite durante le prime settimane del 2023, in concomitanza con un timido aumento del mercato.

I minatori di BTC sono stati pesantemente danneggiati nel 2022, anche se hanno continuato a lavorare nella speranza che i parametri potessero tornare soddisfacenti. A pesare maggiormente sarebbero invece stati i continui aumenti sul prezzo dell’energia e la vasta concorrenza.

Diversi giganti del mining sono già stati messi KO ed alcuni hanno invece deciso di mettere in pausa le proprie attività, almeno finché le condizioni non torneranno più accettabili. Vediamo quindi di soffermarci da vicino sulle variazioni più importanti e su cosa potrebbero decidere i minatori di Bitcoin.

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Difficoltà sull’estrazione del Bitcoin: ecco i dati utili

Scendendo nel dettaglio sulle difficoltà sull’estrazione del Bitcoin, è doveroso ricordare come i difficili periodi di fine 2022, con i prezzi della criptovaluta al ribasso, abbiano portato molte problematiche a chiunque avesse deciso di dedicarsi alle attività di Mining.

Secondo gli ultimi dati degli esperti, dopo il sonno invernale, le difficoltà sull’estrazione avrebbero registrato un aumento del 10% su base totalitaria, passando dai 34,09 trilioni di dollari ai 37,59 trilioni. I dati possono essere visualizzati direttamente studiando le metriche della rete.

Con le nuove criticità, uno dei soggetti più rilevanti nello spazio crittografico mondiale, ossia f2pool, ha esposto proprie considerazioni sulla propria pagina Twitter ufficiale, dicendo:

“La difficoltà di mining di Bitcoin è aumentata del 10,26%, fino a un ATH! In questo ciclo di 2 settimane, se BTC può superare i $ 23.000, le macchine che sono più efficienti di 40 W/T possono funzionare con profitti per l’elettricità di $ 0,08/kWh.”

Il dato che mette quindi in evidenza quanto sia diventato difficile estrarre un blocco Bitcoin è tuttavia arrivato in un delicato periodo di inversione di tendenza. Nelle ultime ore il Bitcoin ha avuto la capacità di superare i 21.400 dollari per unità, subendo una successiva correzione.

Al momento di questa stesura è molto vicino ai 20.900 dollari. Un valore che gli ha permesso quantomeno di annullare ed equilibrare le perdite generate sulla scia della catastrofe dell’exchange FTX. Nel frattempo, variazioni importanti sono state registrate sull’hash minerario.

L’hash ha effettivamente raggiunto nuovi massimi (ATH) e si aggira attualmente a 271,86 EH/s. In termini di distribuzione, le quote più rilevanti restano in ogni caso nelle mani di pochi grandi player. Troviamo ad esempio Foundry USA con il 35,5% ed AntPool con il 20,9%.

Considerazioni finali

Le variazioni sui parametri legati al mining hanno ampiamente influito sul lavoro dei minatori, che si trovano tuttavia ad avere un prezzo del BTC in aumento rispetto al brusco down degli ultimi mesi del 2022. In questo contesto, diventa importante restare aggiornati sulle variazioni dell’asset.

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