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Bitcoin in calo per voci dalla Cina ma gli investitori festeggiano

Lieve calo del Bitcoin che in questo momento è scambiato a 4281.71 rispetto al dollaro. Le ragioni del calo sono dovute, a quanto pare, ad una voce che circola insistentemente tra gli operatori, secondo cui la Cina sta pensando a vietare gli Exchange di criptovalute.

Qualche giorno fa il governo di Pechino aveva fatto scendere il valore di tutte le principali criptovalute con la decisione di vietare le ICO, cioè le offerte iniziali di criptovalute. Questa decisione discende dal fatto che la grande maggioranza delle ICO sono truffe e, quelle poche oneste, sono di fatto raccolta di capitale per imprese innovativa (cosa legittima) fatta senza le opportune verifiche di trasparenza.

Ecco perché Pechino a vietato le ICO, o meglio le ha sospese fino all’emissione di una regolamentazione. Allo stesso modo, gli Exchange in moltissimi casi nascondono delle vere e proprie truffe. Sono moltissimi i casi di Exchange che chiudono all’improvviso facendo sparire nel nulla il denaro e i Bitcoin dei clienti.

Il governo cinese è preoccupato del fatto che più del 20% dei Bitcoin sono detenuti in Cina, così come sono in Cina moltissime tra le principali aziende che si occupano di mining (è più conveniente farlo in Cina visto il basso costo dell’elettricità).

L’obiettivo del provvedimento, quindi, sarebbe proteggere i Bitcoin dei cinesi dagli Exchange, sempre sospettati di mettere in atto politiche poco chiare o addirittura truffaldina. Il problema, però, è che nell’ecosistema attuale Bitcoin non c’è nulla che possa sostituire gli Exchange.

Queste notizie, dunque, hanno fatto scendere leggermente le quotazioni del Bitcoin ma la discesa è molto relativa. Il Bitcoin, infatti, è quotato più di 4248, livello raggiungo il 23 agosto (meno di 20 giorni fa) e allora considerato un record assoluto.

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Gli investitori festeggiano (non tutti)

I cali degli ultimi giorni hanno rotto un po’ le uova nel paniere a coloro che avevano comprato Bitcoin. A festeggiare, e alla grande, sono invece gli investitori che hanno puntato al Bitcoin con i CFD. Questi strumenti derivati, infatti, consentono di guadagnare sia quando il Bitcoin scende che quando sale.

L’estrema semplicità dei CFD, il fatto che siano regolamentati (e quindi controllati dalle autorità di vigilanza, non ci sono truffe) e la possibilità di applicare la leva finanziaria sta rendendo i CFD sul Bitcoin sempre più richiesti dal mercato.

Il boom è certificato dalla piattaforma eToro (qui trovi il sito ufficiale), leader in Europa per numeri di trader e volume scambiato, che segnala anche come moltissimi degli investitori che usano la piattaforma apprezzano il social trading, cioè la possibilità di copiare gli investitori più bravi e quindi guadagnare in automatico.

Sull'autore

Fabrizio Micheli

Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bari nel 2003, appassionato di finanza, di politica e di economia.

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