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Settore crypto in India: Si aspettano nuove regole per lo sviluppo?

Pubblicato: 24 Maggio 2022 di Francesco

Parlare del settore crypto in India significa parlare di tutte le operazioni e dei servizi associati al mondo delle criptovalute in questo Paese unico nel suo genere.

Per rendere più agevole la vita agli investitori e per creare maggiore chiarezza sul mercato crypto, l’amministratore delegato di CoinSwitch Ashish Singhal ha esposto diverse considerazioni, soffermandosi nello specifico sulla necessità di adottare al più presto nuove regole.

Tutto ciò sarebbe scaturito proprio dall’ultimo incontro avvenuto sul WEF, ossia il noto World Economic Forum. Fra i temi più discussi, proprio l’incertezza in campo regolamentare in India sul comparto delle criptovalute e strumenti che si legano alle monete digitali.

Lo stesso professionista, assieme ad altri esperti in materia, si è interrogato sulla sorte degli investitori, ancora ignari e volenterosi di scoprire se il governo apporrà divieti sul settore, o se lo renderà più snello e maggiormente regolamentato (con regole ad hoc).

Prima di continuare, ricordiamo che in Italia, il comparto delle criptovalute (per quelle più importanti) sia presente su broker autorizzati e pienamente regolamentati (ossia con licenza), come ad esempio lo storico eToro (clicca qui per iscriverti).

Settore crypto in India: la necessità su aspetti regolamentari

Sempre durante recenti interviste, Singhal ha esposto parole di elogio nei riguardi di tutti i provvedimenti già attuati sul mondo delle criptovalute, come ad esempio le nuove regole sulla tassazione e sull’Advertising Standards Council of India, ricordando tuttavia l’importanza di migliorare.

Tornando indietro di qualche mese, è possibile ricordare come già per due volte consecutive il governo indiano abbia proposto ipotesi su divieti sul comparto crypto, senza tuttavia mai ufficializzare e portare avanti la questione. Ha invece approvato nuove regole sulle tasse, viste quindi come accettazione del settore crittografico da parte degli investitori locali.

In ogni caso, le questioni normative e fiscali hanno ultimamente iniziato a vacillare. Le autorità di regolamentazione bancarie, hanno ad esempio apposto divieti specifici sulle transazioni crittografiche legate ai processi di pagamento interbancario istantaneo.

Ciò che gli utenti a favore di nuove regole si aspettano, è il possibile inserimento di sistemi di verifica dell’identità e meccanismi di monitoraggio delle transazioni, al fine di allertare anche le principali autorità in caso di esigenza.

Aspetti che si legano ad uno dei territori che, secondo le analisi dello stesso CoinSwitch, mostrerebbe la presenza di ben 20 milioni di investitori. Gli stessi gestirebbero in modo attivo e dinamico un portafoglio complessivo pari a circa 6 miliardi di dollari. Un valore che, nonostante non sia paragonabile con quello americano, è comunque sostanzioso.

Intanto che le proposte sulle nuove ed eventuali regole da varare sul settore crypto in India continuano a creare dibattiti, è bene sottolineare come il noto exchange Coinbase abbia avviato alcuni servizi in questo territorio nel mese di Aprile, facendo tuttavia marcia indietro su un servizio di trasferimento fondi interbancario, sostenuto in questo caso proprio dal governo centrale.

Note finali

Al di là delle questione evinte nel corso della nostra news sull’India, è bene aprire una piccola parentesi finale per la nostra nazione. Nonostante anche in Italia non siano previste regolamentazioni ad hoc sul mondo e mercato delle criptovalute, lo stesso settore resta lecito, se ovviamente associato ad operatori autorizzati.

Parlare di operatori autorizzati significa parlare di broker con reali licenze, ossia regolamentati da autorità preposte al controllo ed alla vigilanza, come ad esempio CySEC (riconosciuto ente per l’Unione Europea). Uno dei broker crypto più completi, è eToro (clicca qui per iscriverti).

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