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Francia rivaluta regole sulle criptovalute: tutti i dettagli

Pubblicato: 15 Dicembre 2022 di Francesco

La Francia rivaluta le regole sulle criptovalute, in un quadro di riferimento molto instabile, con tantissimi fattori di influenza e molteplici notizie che hanno letteralmente affossato specifici segmenti, come quello degli scambiatori, ossia degli exchange.

Le decisioni potrebbero spingere il governo a modificare presto alcune visioni che la Francia ha ormai da diversi anni e che le hanno permesso di ottenere la nomina per la nazione europea più a “favore” delle criptovalute. Per intenderci molti gradini sopra l’Italia e la Germania.

A spingere un cambio di direzione sarebbero nello specifico due fattori. Da una parte la debacle ed il fallimento di FTX, che ha letteralmente aperto gli occhi di molti regolatori e dall’altra parte le proposte di altre nazioni, che si stanno lentamente adeguando a nuovi regimi normativi.

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Francia rivaluta regole sulle criptovalute: anche Macron interviene

Per comprendere nel dettaglio la Francia che rivaluta le regole sulle criptovalute, è bene presentare le ultime proposte che gli uomini al vertice del governo hanno esposto di recente. Da dove partire? Sicuramente dalle considerazioni del membro della commissione del senato francese.

Hervé Maurey ha di recente proposto un nuovo emendamento, per eliminare una disposizione che permette agli exchange di criptovalute di poter continuare ad operare indisturbati senza possedere una licenza completa fino al 2026.

Una scelta molto discussa, soprattutto in virtù del fatto che questa disposizione era rimasta invariata, dando quindi agli exchange la possibilità di operare, anche dopo la proposta del Markets in Crypto Assets Act (MiCA), approvata come legge.

Le nuove regole, qualora venissero approvate, obbligheranno gli exchange dotarsi di una licenza presso l’Autorité des Marchés Financiers (AMF) a partire già dall’ottobre del 2023. Ciò ha sin da subito creato forti dibattiti, soprattutto considerando che il numero di exchange che opera in Francia senza licenza ha superato i 50.

Le deliberazioni del parlamento, dopo la proposta del senato avvenuta il 13 dicembre, sono attese per il prossimo gennaio, ossia ad inizio 2023. Qualora venissero approvate, le regole potrebbero mostrare una nazione in controtendenza rispetto a quanto proposto fino ad oggi.

In tutto ciò, anche il presidente Macron, ormai al suo secondo mandato, ha più volte espresso considerazioni sul mondo crittografico e non solo. Prima delle elezioni, aveva espresso fiducia nei riguardi di diverse iniziative industriali, legate alle crypto, agli NFT, al metaverso e molto altro.

Avrebbe tuttavia ribadito il suo scetticismo nei confronti di un settore finanziario autoregolamentato e quindi privo di molte regole. Resteremo in ogni caso aggiornati sulle prossime scelte e delibere del governo francese.

Considerazioni finali

Sulla scia della Francia, anche il governo Meloni ha deciso di proporre novità sul settore delle criptovalute, per adesso almeno sotto l’aspetto fiscale. Cosa cambia agli investitori retail che vogliono investire sulle crypto?

Sotto l’aspetto operativo ancora nulla, perché le criptovalute sono ancora accessibili in modo lecito, a patto ovviamente di fare affidamento su piattaforme regolamentate ed affidabili. Una delle più note, con reali autorizzazioni nel settore, è eToro.

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