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Bitcoin sotto i 42.000 dollari: è l’unica crypto in rosso?

Pubblicato: 11 Aprile 2022 di Francesco

Nel coro delle ultime ore, visionando il grafico della prima criptovaluta più capitalizzata al mondo, è stato possibile assistere ad un Bitcoin sotto i 42.000 dollari per unità. Un valore che ha così sostituito la precedente corsa della criptovaluta, nel suo ambizioso tentativo di recuperare la soglia dei 50.000 dollari.

Visto il ribasso in poche ore, esperti ed analisti hanno fin da subito iniziato ad esaminare il mercato alla ricerca di ulteriori ribassi. La discesa del Bitcoin non rappresenterebbe l’unica all’interno del mercato delle criptovalute, che come ben sappiamo conta decine di asset ad elevata capitalizzazione.

Sulla base degli ultimi prezzi di scambio evinti sui maggiori exchange al mondo, andremo ad approfondire da vicino le variazioni sulle criptovalute più importanti nell’ottica del breve e del brevissimo periodo, partendo proprio dalle due con maggior market cap, ossia BTC ed ETH.

Prima di iniziare, ricordiamo come tutto il comparto crypto (per gli asset più noti) sia disponibile all’interno di broker professionali e regolamentati, come ad esempio eToro: una piattaforma con un listino asset sempre aggiornato, con tante funzionalità innovative e con un comodo account demo gratuito ed illimitato nel tempo.

Bitcoin sotto i 42.000 dollari: alcune criptovalute seguono a ruota

Iniziamo il nostro approfondimento sul Bitcoin sotto i 42.000 dollari ricordando come nel corso delle ultime ore il BTC abbia perduto più dello 0,70%. Una perdita di valore che ha creato non pochi dibattiti all’interno del settore, soprattutto visti i reduci tentativi dell’asset di superare i 50.000 dollari poiché giornate fa.

Momenti difficili anche per Ethereum, che è la seconda criptovaluta più capitalizzata al mondo e che ha mostrato un ribasso significativo nelle ultime ore. Nel dettaglio, ha perduto più dell’1,70%, arrivando ad essere scambiata attorno a 3.040 dollari nel pomeriggio dell’11 aprile 2022.

Una situazione di sfiducia complessiva nel mercato crypto, che è stata evinta anche su tantissimi altri asset crypto rilevanti (tutti posizionati nella top 100 per capitalizzazione di mercato). Può ad esempio citarsi, sempre nel corso delle ultime ore:

  • una diminuzione di XTR, ossia il token di riferimento dell’ecosistema Ripple, pari al circa 2,52%;
  • una diminuzione di AVAX, ossia il token di riferimento dell’ecosistema Avalanche (nonostante sia stato ampiamente messo sotto i riflettori dalle idee strategiche di Terra Luna e del suo progetto di acquisto da 100 milioni di dollari) del circa 4,14%;
  • la correzione di LUNA, ossia il token nativo del progetto Terra, che ha da poco ufficializzato un nuovo acquisto colossale su Bitcoin (che non sarebbe tuttavia bastato a generare un nuovo Hype considerevole) pari al circa 6,06%;
  • una correzione delle due criptovalute meme più seguite e conosciute nel settore, ossia Dogecoin (DOGE) e Shiba Inu (SHIB), con variazioni pari al circa 1,51% ed 1,20%;
  • una diminuzione di DOT, ossia il token nativo dell’ecosistema Polkadot, scesa in questo caso (nel giro di poche ore) su livelli più bassi, con una correzione del circa 4%.

Note finali

Parole in merito sarebbero state ultimamente espresse anche dal noto Edul Patel, ossia CEO e co-fondatore di Mudrex, il quale avrebbe ricordato due eventi significativi e di squilibrio all’interno del mercato (ma più in generale sull’intera economia):

  • da una parte la guerra ancora in corso fra Russia ed Ucraina;
  • dall’altra le variazioni sui tassi di interesse della Banca Centrale statunitense.

L’andamento di tutte le criptovalute proposte in alto, può essere constatato in modo diretto all’interno di broker e piattaforme professionali. Una delle più innovative, ma soprattutto regolamentate nel settore del trading online, è eToro (qui la pagina ufficiale).

Il broker permette di negoziare su più di 42 criptovalute ed aggiorna costantemente il proprio database con asset di nuova generazione. Su decine di strumenti, permette di agire sia sull’asset sottostante (quindi sulla criptovaluta vera e propria), sia tramite strumenti derivati, ossia CFD.

La negoziazione con CFD permette di aprire posizioni al rialzo e posizioni al ribasso (ossia con vendita allo scoperto). Tutto ciò senza la necessità di dover pagare commissioni fisse sulle operazioni (si applicano spread bassissimi) e senza possedere fisicamente la criptovaluta in modo fisico (non sono richiesti wallet).

Si ricordano altresì una serie di servizi e di funzionalità, come ad esempio:

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