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Bitcoin scende sotto il costo di produzione. Minarlo non conviene più. Cosa fare?

La criptovaluta del Bitcoin ha negli ultimi giorni visto il suo prezzo crollare senza precedenti, passando dai 7500 dollari USA verso il livello di 4000 in meno di 48 ore.

La criptovaluta inventata da Satoshi Nakamoto si trova adesso ad essere scambiata al di sotto del costo richiesto dai miners per produrla. Adesso che ai minatori conviene acquistare direttamente il Bitcoin (come ad esempio su piattaforme senza commissioni come eToro), cosa potrebbe significare questo per la sicurezza del network, il futuro della criptovaluta, il prossimo dimezzamento ed il prezzo stesso del Bitcoin?

Bitcoin crolla al di sotto del costo di produzione. Ai miners conviene investire direttamente sul Bitcoin

Il Bitcoin potrebbe trovarsi in questo momento nella sua fase più critica, dopo uno dei crolli peggiori dal momento della sua introduzione oltre 10 anni fa.

Mentre le borse si trovano ancora in una situazione di capitolazione e la crisi corona virus sta praticamente sospendendo tutte le attività umane, il Bitcoin ed il resto delle altre criptovalute sono crollate mentre il mondo sta si sta praticamente fermando.

Il crollo ha portato il prezzo di Bitcoin a scendere da 10,500 dollari USA (un mese fa) a 7500 dollari, per poi spostarsi ancora più in basso, a 4000 dollari qualche giorno fa.

Adesso il prezzo della criptomoneta si trova sul livello di 5000 dollari USA, che è una quotazione che si trova di gran lunga al di sotto del costo per produrre un singolo Bitcoin.

Come funziona il mining e perché non è più profittevole oggi

Il protocollo blockchain Bitcoin è alimentato da un processo chiamato proof of work, che coinvolge i minatori che utilizzano la potenza di elaborazione del proprio computer per effettuare calcoli complessi in modo da convalidare ogni nuovo blocco e rendere al tempo stesso sicura la rete.

La ricompensa per ciò che fanno i minatori sono proprio i Bitcoin, i quali vengono distribuiti ogni volta che un blocco viene minato. Tuttavia c’è un costo energetico associato a questo tipo di attività che deve essere considerato.

E se quel costo è superiore al valore di Bitcoin, i miners farebbero meglio ad acquistare l’asset piuttosto che comprare Bitcoin e continuare a alimentare la rete.

Questo è esattamente quello che è successo adesso che il Bitcoin è sceso a prezzi così bassi. La criptovaluta si trova nel punto in cui anche nelle condizioni più economiche possibili per la produzione di ogni BTC, i minatori avrebbero ancora difficoltà ad essere redditizi ai prezzi attuali e farebbero meglio ad acquistarlo direttamente.

Dimezzamento Bitcoin: il peggio deve ancora arrivare

Secondo l’attuale costo di produzione, nella fascia più alta il costo ammonta a circa $ 8.000 e nella parte bassa costa circa $ 4.800.

Ciò implica che la maggior parte dei minatori sta attualmente utilizzando i propri computer in perdita. Anche il costo di produzione sta per aumentare significativamente nei prossimi due mesi. Mentre il dimezzamento dovrebbe essere un evento rialzista, portando la domanda e l’offerta a salire in favore dei prezzi alle stelle, questa volta potrebbe rivelarsi un evento ribassista.

Il dimezzamento taglierà a metà la ricompensa che i minatori ricevono. Ciò significa che in soli due mesi, quando il dimezzamento di Bitcoin sarà finalmente realtà, il costo di produzione raddoppierà dall’oggi al domani, portando i costi di produzione di cui abbiamo parlato in precedenza a 16 mila dollari per la fascia alta e 9600 per quella bassa.

La difficoltà di mining continuerà a scendere man mano che i miners spegneranno i loro computer. Soltanto dopo quel momento il costo per produrre ogni Bitcoin si abbasserà. Ma all’inizio questo cambiamento improvviso potrebbe avere delle implicazioni non ben chiare.

Hash ribbons: l’indicatore tecnico che utilizzano i miners

Un’altra metrica ben considerata dai miners del Bitcoin, sono gli Hash Ribbons (Nastri Hash) di Bitcoin. In passato, questo indicatore ha segnalato quando i minatori stanno per capitolare, ed è normalmente un enorme segnale di acquisto per Bitcoin.

I miners hanno capitolato alla fine del 2018 e di nuovo verso la fine del 2019. Gli hash ribbons si trovano attualmente in ribasso e con un costo di produzione così basso, che i minatori potrebbero capitolare di nuovo, causando l’ennesimo “panic-sell”.

L’unico aspetto positivo tra le prospettive negative legate al mining di Bitcoin è che dopo la fine del ribasso, un segnale di acquisto solitamente porta il Bitcoin verso nuovi massimi storici.

In situazioni come queste del resto, le statistiche dei prezzi passati sono l’unica risorsa per poter capire al meglio ciò che potrebbe accadere sul mercato.

Durante i precedenti cicli di Bitcoin, gli hash ribbons hanno avuto tre fasi principali di capitolazione prima che la nuova corsa al rialzo iniziasse. Bitcoin ne ha avuti due, e la prossima grande capitolazione dei miners potrebbe essere l’evento finale prima che il prossimo mercato rialzista finalmente inizi.

Come investire sul Bitcoin

Questa ultima news è l’ennesima conferma che fare mining sul Bitcoin non è più profittevole. Oltre ai problemi circa l’aumento di difficoltà, il costo dei dispositivi ASIC per il mining, ed anche il recente ribasso del Bitcoin dovuto al Covid-19 ha reso il mining un’attività non più profittevole.

Guadagnare con il Bitcoin può essere ancora possibile? Certamente. Per chi desidera ottenere profitti con il Bitcoin è possibile oggi investire sulla criptomoneta, acquistandola oppure vendendola allo scoperto. Questo è il modo migliore e più sicuro per guadagnare con il Bitcoin (anche quando sta scendendo).

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    juan

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