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Bitcoin giù per il terzo giorno di fila: Nuovi up per il dollaro

All’interno dei principali siti informativi sul mondo delle criptovalute, che espongono grafici e dati aggiornati sui maggiori asset crypto, è possibile constatare un Bitcoin giù per il terzo giorno di fila (in flessione negativa rispetto al rialzo del primo marzo).

Una notizia che ha portato esperti ed analisti ad analizzare la situazione, in un contesto alquanto singolare, segnato anche dalle importanti variazioni registrate sul dollaro. Aspetti che si intrecciano in modo diretto anche sulle modifiche dei salari medi negli Stati Uniti, che approfondiremo nelle righe successive.

Più in particolare, può un incremento dei salari medi portare variazioni significative sul dollaro, spingendo così nuovi tassi da parte della FED e nuovi livelli di inflazione? In tutto ciò, come verrebbero influenzati gli andamenti delle maggiori criptovalute presenti nel mercato crypto?

Questioni alquanto complesse da sciogliere, anche per un esperto del settore, soprattutto in un contesto storico così particolare. Prima di iniziare, ricordiamo come le criptovalute citate nella news, come nel caso del Bitcoin, possano essere individuate su broker autorizzati e regolamentati, come ad esempio eToro (piattaforma storica e con milioni di utenti attivi).

Bitcoin giù per terzo giorno di fila: Cos’è successo al dollaro USA?

Ricollegandoci a quanto esposto nell’introduzione, il Bitcoin giù per il terzo giorno di fila ha sostituto l’impennata dei valori ottenuta nella giornata del 28 febbraio e delle prime ore del 1 marzo. Tutto ciò in concomitanza con le ormai note tensioni geopolitiche e con il netto aumento dei prezzi del petrolio.

Nella prima sessione europea sul mercato crypto, la criptovaluta più capitalizzata al mondo aveva infatti avuto modo di essere scambiata su quote pari a circa 41.400 dollari, mostrando così una variazione del circa 2,5% nell’arco delle 24 ore.

Tutto ciò sostituendo il rapido rally del primo marzo, che aveva portato il valore del BTC dapprima a superare i 43.000 dollari e successivamente i 44.000 dollari per unità. Il Bitcoin non aveva in altri termini avuto la forza di mantenere la spinta e saldare un punto di appoggio sugli ormai ambiziosi 45.000 dollari.

I tutto ciò, la forza del dollaro ha avuto modo di registrare nuove variazioni in aumento, ricordando in modo parallelo il crollo delle Borse russe e di diverse valute legate alle nazioni coinvolte nella guerra. Un dollaro discusso anche in merito alle notizie sui dati medi della paga oraria sugli stipendi negli Stati Uniti.

Crescite sui salari superiori rispetto a quanto previsto dagli analisti, potrebbe portare variazioni sull’inflazione, generando così maggiore o minore interesse sul dollaro e parallele considerazioni anche su altri comparti (proprio come quello crypto). Aspetti che vedono la FED sempre più in allerta, così come evinto dalle parole recenti del presidente Jerome Powell.

Avrebbe più volte ricordato pubblicamente come la banca centrale sarebbe pronta ad incrementare i tassi di 25 punti base (alla fine del mese) e di come risulti pronta ad avviare decisioni per controllare l’ormai tanto discussa inflazione negli Stati Uniti.

Conclusioni

I tassi imposti sa FED, così come le variazioni sull’inflazione, rappresentano ormai da mesi aspetti fortemente intrecciati con comparti esterni, compreso quello delle criptovalute.

Comparto che, come ricordato nell’introduzione – per le criptovalute più importanti – può essere individuato anche su broker professionali e su piattaforme autorizzate. Le stesse permettono di visionare in modo aggiornato il valore delle criptovalute ed il loro andamento in live.

Tutto ciò anche tramite grafici in tempo reale, messi a disposizione in modo completamente gratuito. Una delle piattaforme più professionali e complete nel settore è quella proposta dal broker regolamentato eToro (qui la pagina ufficiale).

Si tratta di un operatore presente ormai da anni nel settore e che aggiorna costantemente il proprio database aggiungendo nuovi strumenti crypto (se ne contano più di 42). Su decine di asset, il broker permette non soltanto di agire sull’asset sottostante (acquisto diretto), bensì anche di agire con strumenti derivati (contratti per differenza).

Così facendo, si possono aprire sia posizioni al rialzo (in ottica di aumento dei valori dell’asset di interesse), sia posizioni al ribasso (in ottica di diminuzioni del valore dell’asset di interesse). Tutto ciò con una piattaforma semplice da gestire e che propone (senza alcun costo) tantissime funzionalità all’avanguardia:

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Sull'autore

Francesco

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