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Bitcoin Come Valuta Nazionale: Le Due Facce Della Stessa Medaglia

Tornando indietro di qualche anno, in pochi avrebbero immaginato un Bitcoin come valuta nazionale. Aspetto che nel corso degli ultimi mesi è invece potuto divenire realtà, grazie all’ufficializzazione del presidente di El Salvador sull’uso concreto del BTC all’interno della nazione.

A tal riguardo, nel giro di poche ore, diversi esperti ed appassionati hanno iniziato ad esporre proprie considerazioni in merito. Così come in ogni ambito, la valenza da valuta legale del Bitcoin ha portato all’esposizione sia di considerazioni positive che di considerazioni negative. In altri termini, due facce della stessa medaglia.

Entrando maggiormente nel dettaglio, uno dei primi enti ad esporre proprie considerazioni sarebbe stato proprio l’FMI, ossia il Fondo Monetario Internazionale.

Nel corso del nostro approfondimento scopriremo le dichiarazioni dell’organizzazione, cercando di comprendere se l’utilizzo del Bitcoin a livello internazionale, ovviamente come moneta e valuta legale, rappresenti ancora un processo complesso e difficile da ottenere, o più vicino di quanto sembri.

Prima di continuare, ricordiamo come al di là dell’uso di BTC come valuta legale, lo stesso strumento rappresenti un assets crypto scambiabile in modo regolamentato, a patto di utilizzare broker e piattaforme autorizzate, come ad esempio eToro.

Lo stesso permette di negoziare sulle migliori criptovalute mondiali, mettendo a disposizione una piattaforma interattiva, priva di commissioni fisse (applicazione di spread) e con interessanti servizi di supporto, come ad esempio il Copy Trading per copiare le strategie di reali utenti con esperienza.

Bitcoin come valuta nazionale: L’FMI si espone

Entrando nel dettaglio della questione sul Bitcoin come valuta nazionale, il Fondo Monetario Internazionale avrebbe espresso proprie opinioni attraverso un post ufficiale all’interno del blog. All’incipit dello stesso, sarebbe possibile leggere:

“Le criptovalute come valuta nazionale, un passo troppo lontano”

Parole che possono in qualche modo essere collegate soprattutto al Bitcoin, il quale rappresenta ad oggi una delle poche criptovalute ad aver ottenuto una prima ufficializzazione come strumento di pagamento legale in una nazione.

In altri termini, un’accurata analisi sullo strumento, cercando di andare alla ricerca di potenziali benefici e di possibili negatività sull’utilizzo di criptovalute per i pagamenti, in questo caso da considerare al pari della valuta legale.

Proprio in riferimento a questo aspetto, l’ente avrebbe esposto proprie preoccupazioni in merito alla presenza di un disequilibro fra due valute, ovviamente differenti tra di loro, ma allo stesso tempo presenti come mezzo di pagamento ambivalente per beni e servizi.

Considerando ciò, la FMI avrebbe esposto:

“Se i beni e i servizi avessero un prezzo sia in una valuta reale che in un cripto – asset, le famiglie e le imprese spenderebbero molto tempo e molte risorse per sceglierne quale denaro tenere, anziché impegnarsi in attività produttive. Al contempo, le entrate del governo sarebbero esposte al rischio di cambio, se le tasse fossero quotate in anticipo in una cripto-attività, mentre le spese rimarrebbero per lo più nella valuta locale, o viceversa”

Trattasi di considerazioni delicate, che prendono in considerazione non soltanto il mondo dei pagamenti in senso stretto, ma anche tutto ciò può ad esso essere collegato, come ad esempio sistema bancario nazionale, fissazione dei tassi di interesse e molto altro.

Conclusioni

Al di là del Bitcoin come valuta nazionale, nel corso del paragrafo introduttivo abbiamo ricordato come il BTC sia considerato un assets crypto a tutti gli effetti, negoziabile in modo regolamentato all’interno di piattaforme professionali.

Oltre alla presenza degli acquisti fisici, ossia effettuati tramite exchange, è possibile esporre la presenza dei broker di CFD, ossia operatori professionali, incentrati sull’utilizzo di strumenti derivati.

La stessa metodologia si discosta di molto da quella sull’acquisto fisico, poiché permette di negoziare sulla base di repliche dell’andamento, senza possedere alcuna moneta digitale e quindi senza andare alla ricerca di portafogli di archiviazione (ossia Wallet).

In aggiunta a ciò, l’utente ha la possibilità di strutturare una duplice strategia, al rialzo ed al ribasso. La prima in un’ottica di aumento dei prezzi e la seconda in un’ottica di diminuzione dei prezzi, considerando la vendita allo scoperto.

Uno dei broker leader, a mettere a disposizione trading di CFD su Bitcoin (e su numerose altre criptovalute) è eToro.

Integra al suo interno numerosi servizi e numerose funzionalità. Ogni strumento crittografico dispone di un proprio grafico in tempo reale, aggiornato attimo dopo attimo. Fra le tante funzionalità, ricordiamo anche la presenza del Copy Trading, ecco alcuni punti:

  1. L’utente può selezionare i propri Popular Investor all’interno dell’apposita sezione sulla pagina eToro ufficiale;
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Sull'autore

Francesco

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