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3 exchange indiani sotto accusa per transazioni illegali

Pubblicato: 31 Ottobre 2022 di Francesco

Fra le tante notizie ad aver suscitato ultimamente interesse nel settore delle criptovalute, troviamo 3 exchange indiani sotto accusa dalle autorità di vigilanza territoriali. Le accuse, che per adesso non sarebbero ancora state confermate, riguarderebbero una mole considerevole di transazioni illegali.

Per transazioni illegali si andrebbe nel dettaglio ad intendere scambi illeciti, effettuati in traffici altamente pericolosi, anche di sostante stupefacenti. Il campo specifico è quindi quello del riciclaggio di denaro “sporco”, che molte volte viene legato a sistemi poco tracciabili.

La vigilanza indiana, avrebbe quindi iniziato ad indagare a fondo, dopo essere stata allertata negli ultimi giorni dalla FIU, ossia la Financial Intelligence Unit, che a sua volta avrebbe messo nel mirino e sotto i riflettori quasi 200 transazioni sospette.

Notizia di oggi che, prima di essere approfondita nel dettaglio, ci porta sempre a sottolineare l’importanza di prestare sempre la massima attenzione, ma soprattutto di operare nel settore crypto solo con piattaforme professionali e con reali licenze.

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3 exchange indiani sotto accusa: ecco le novità nel dettaglio

Scendendo nel dettaglio sui 3 exchange indiani sotto accusa, è bene tenere a mente come secondo le autorità del posto, le stesse società avrebbero potuto fungere da vettore per determinati scambi illeciti, in un periodo che va dal 2019 al 2021.

I sospetti più importanti deriverebbero da rapporti di traffici di stupefacenti e sostanze affini, in Nigeria, Isole Cayman ed Isole Vergini. Sarebbe in altri termini stata utilizzata valuta digitale per effettuare acquisti non tracciabili, in modo illegale.

Secondo gli investigatori del posto, che continuano ad esaminare il caso, lo spostamento di queste considerevoli somme di denaro, sarebbe stato gestito proprio da 3 specifiche società di criptovalute. Ciò sarebbe emerso dopo diversi arresti di trafficanti proprio nello stesso triennio.

Le prime indagini avrebbero fatto emergere operazioni nel dark web, ossia nel profondo Internet, con transazioni gestite tramite asset digitali. L’allerta della FIU sarebbe stata immediata. La stessa riceve annualmente centinaia di segnalazioni su transazioni sospette e collabora nelle indagini sul terrorismo.

Lo stesso ministro degli interni indiano, ossia Amit Shah ha di recente affermato, in una delle sue tante interviste pubbliche, come il traffico della droga attraverso la rete oscura e l’utilizzo delle monete digitali (più communente chiamate criptovalute) sia aumentato in modo esponenziale negli ultimi tempi.

Solamente negli ultimi 8 mesi, le autorità locali hanno avviato indagini a tappeto e continuano a dare la caccia a frodi ed illeciti nello spazio crittografico locale. Nel mese di agosto, l’ED avrebbe inoltre avviato perquisizioni di massa in uffici di alti dirigenti di società che lavorano a stretto contatto con il mondo delle criptovalute.

Considerazioni finali

Alla luce di quanto esposto dalla news odierna, l’India è ormai da anni uno dei territori più associati all’utilizzo illecito di criptovalute. Un settore che è altresì legato molto spesso alle tipiche truffe che migliaia di investitori inesperti, o alle prime armi, devono contrastare.

In tutto ciò, è tuttavia opportuno ricordare come le stesse criptovalute, prese nella loro accezione del termine, non siano una truffa, o un veicolo per transazioni illecite. Ciò a patto di utilizzarle correttamente e di operare soltanto con piattaforme professionali e regolamentate.

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