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Bitcoin: difficoltà sul mining BTC? (Analisi del 25 ottobre 2022)

Pubblicato: 25 Ottobre 2022 di Francesco

Il Bitcoin è ormai da anni la prima criptovaluta per capitalizzazione di mercato ed una delle più scambiate sui mercati centralizzati e decentralizzati. Contrariamente da altre criptovalute più moderne, che si basano su processi di convalida innovativi, il BTC resta ancorato al Mining.

Lo stesso Bitcoin Mining è stato oggetto di molti dibattiti negli ultimi tempi, anche relativi alla valenza del sistema, considerato poco Green. L’estrazione di Bitcoin richiede effettivamente una quantità di energia molto più elevata rispetto al meccanismo alternativo del PoS.

Le difficoltà sul Mining non deriverebbero tuttavia solamente da questioni associate alla sostenibilità, ma anche alla poca convenienza sui ritorni dell’estrazione. I minatori continuano infatti ad essere insoddisfatti delle operazioni.

A tal riguardo, la preoccupazione degli esperti risiede nelle possibilità che gli stessi miner decidano di sostituire il Mining di Bitcoin con estrazioni su altre criptovalute Proof of Work.

Vediamo quindi di focalizzare l’attenzione sulle ultime notizie, ricordandoti che puoi sempre individuare il BTC su piattaforme note, come ad esempio eToro. Lo stesso ti permette di investire sul Bitcoin in modo rapido, anche comodamente da app per dispositivi mobili.

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Analisi Bitcoin: quanto pesa la laboriosità del Mining?

Tornando all’analisi Bitcoin, in relazione al suo processo di estrazione, è bene considerare come secondo un recente Tweet di Colin Wu datato 24 ottobre 2022, il Bitcoin abbia introdotto un aggiustamento della difficoltà di Mining, ad una cosiddetta altezza di blocco di 760.032.

Il valore della difficoltà di Mining sarebbe quindi aumentato del 3,44%, ossia un valore che non veniva registrato da diverso tempo. Ciò implica nel concreto che i minatori devono essenzialmente aumentare la loro potenza di calcolo per risolvere un blocco.

In modo parallelo, un aumento della potenza di elaborazione comporta un maggior dispendio di risorse e quindi costi molto più elevati, che devono ovviamente essere sottratti dall’ottenimento finale dei Bitcoin generati.

Con una potenza di calcolo sempre più alta, diventa quindi sempre più complesso per le Mining farm procedere con strategie efficienti. A ciò si aggiungono ulteriori questioni strettamente correlate al picco di difficoltà. Una fra tutte, l’aumento graduale dell’hashrate Bitcoin nell’ultimo mese.

Curioso sottolineare, come nonostante l’aumento in termini di hashrate, le commissioni raccolte nelle ultime giornate siano state minori rispetto alle precedenti. Si consideri anche il numero di molti più macchinari che devono competere giornalmente per risolvere i blocchi.

Oltre ai minatori, a passare momenti difficili sarebbero anche gli utenti rialzisti che ipotizzavano una possibile ripresa del prezzo della criptovaluta in questo inizio settimana. Ripresa che invece non ha portato alcuna crescita considerevole, visto che il valore di scambio ha continuato a mantenersi sotto i 20.000$.

Al momento di questa stesura, un singolo Bitcoin può essere acquistato a 19.303 dollari circa. Dato che sottolinea, secondo i principi siti informativi del settore delle criptovalute, una variazione settimanale del -1,3% ed una variazione giornaliera del -0,5% su base totalitaria.

Considerazioni finali

Fra le tante informazioni che gli analisti prendono in considerazione, troviamo anche il volume sugli scambi nelle 24 ore. Al momento attuale, il volume si aggira attorno ai 21.382.039.664 dollari.

Dati che puoi continuamente tenere sotto controllo grazie agli strumenti messi a disposizione dalle migliori piattaforme per investire su criptovalute. Una delle più complete, ma soprattutto con reali licenze operative, è eToro.

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