Bitcoin Cash: come funziona, prezzo e come guadagnare

Il Bitcoin Cash è uno degli hard fork più importanti del Bitcoin, che promette di far parlare molto di sé durante quest’anno a causa del fatto che sta praticamente rubando la scena al Bitcoin “originale”, da cui deriva.

Cerchiamo di scoprire come funziona e sopratutto che cos’è nel dettaglio questo Bitcoin Cash, fornendo opinioni e recensioni veritiere su questa criptovaluta.

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Bitcoin Cash che cos’è e come funziona

Il Bitcoin Cash deve gran parte del suo codice al progetto Bitcoin originario. Si tratta infatti di un hard fork del Bitcoin. Gli hard fork avvengono in informatica quando il team di sviluppo di un software prende il codice sorgente di un determinato software e inizia a sviluppare indipendentemente la sua versione, senza interpellare gli autori originali del software, creando quindi un software derivato, ma con specifiche proprietà distinte e separate.

Questo avviene quando ci sono delle ideologie o correnti di pensiero diverse all’interno del team di un progetto software. Questo è quindi in pratica ciò che è successo all’interno della community Bitcoin: una parte di essa non era d’accordo con le proposte per il Bitcoin ed ha deciso di creare un fork “per conto proprio” della criptovaluta in base ai propri obiettivi.

Quando avviene un hard-fork del genere, chi possedeva Bitcoin prima dello split, riceve una quantità uguale del fork creato. Questo significa che se un utente possiede 2 Bitcoin, dopo il fork avrà sempre i 2 bitcoin + 2 bitcoin cash.

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Storia di Bitcoin Cash

Quando nasce il Bitcoin Cash? Il Bitcoin Cash è nato il primo di agosto 2017.

Il 20 luglio 2017, la comunità del Bitcoin ha votato a favore per la proposta di miglioramento del Bitcoin denominata BIP 91. Si trattava di una proposta che fu avanzata da James Hilliard, l’assistente di garanzia di Bitmain, ovvero la proposta era quella di attivare per il Bitcoin l’algoritmo Segregated Witness il 1 agosto con un soft fork, in modo da risolvere (in parte) i problemi di scalabilità di BTC.

Non tutti i membri della community hanno considerato l’utilità di passare al SegWit senza aumentare il limite della dimensione del blocco ad un numero di megabyte superiore ad 1, ciò in realtà avrebbe significato procrastinare la risoluzione del vero problema del Bitcoin: la lentezza delle transazioni.

Un gruppo di miners ha dunque deciso di mettere in atto una scissione del Bitcoin, eseguendo un software diverso rispetto a quello originale di Bitcoin. La nuova criptovaluta si chiama ovviamente Bitcoin Cash, ed il primo blocco è stato minato il primo di agosto. La cronologia delle transazioni precedenti alla reazione è stata ereditata, anche se quelle successive allo scisma risulteranno separate dal resto.

La caratteristica principale del Bitcoin Cash è quella di avere un blocco pari ad 8 megabyte rendendolo incompatibile con la blockchain del bitcoin (che ricordiamo non può superare 1 MB). I futures di Bitcoin Cash valevano 0,5 BTC il 23 luglio, ma sono poi scesi a 0,10 BTC il 30 luglio.

L’arrivo di Bitcoin cash ha portato molto dissapori all’interno dell’industria delle criptovalute.

Gli sviluppatori originali del Bitcoin hanno sempre puntato ad un maggiore potere da parte degli utenti, a dispetto invece dei miners.

I “miners” (o minatori) sono utenti che possiedono grandi reti di computer connessi tra di loro tramite le pool, che “minano” la rete Bitcoin consentendo lo svolgimento delle transazioni e di tutte le altre operazioni del Bitcoin.

Tuttavia negli ultimi tempi, la potenza computazionale è passata di mano a poche e grandi mining pool, che hanno quindi ottenuto una potenza computazionale e politica in grado di influenzare l’andamento della rete, bloccando o ritardando addirittura i pagamenti a proprio piacimento, rendendo quindi la rete sempre più centralizzata attraverso quello che viene chiamato “cartello del Bitcoin”.

Il risultato è che oggi sono molti gli exchange a non aver accettato quella che è a tutti gli effetti una creazione dei miners e non degli sviluppatori originali del Bitcoin, che vogliono in realtà un servizio più orientato e libero per gli utenti, togliendo potere al cartello dei miners.

Ovviamente ciò non è piaciuto a gran parte dei miners, che hanno preferito “andare per la propria strada” con il Bitcoin Cash.

Tuttavia il Bitcoin Cash risolve finalmente un problema molto grave che da sempre ha afflitto il Bitcoin: la scalabilità. La dimensione dei blocchi del Bitcoin non è mai riuscita a soddisfare le crescenti esigenze degli utenti. Con un blocco da 1 megabyte è infatti possibile effettuare un massimo di tre transazioni al secondo. Il Bitcoin Cash riesce a sopperire a questa mancanza, aumentando la dimensione max del blocco, con ben 8 megabyte massimi per blocco.

Tramite la proposta BIP 21 fatta a luglio per l’adozione del SegWit da parte del team di Bitcoin, ci sarebbe stato un miglioramento nella velocità del Bitcoin senza dover creare un hard fork, ma molti miners avrebbero preferito un cambiamento più radicale tramite appunto l’aumento della dimensione dei blocchi.

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