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Sondaggio BoA sul comparto crypto in un periodo molto delicato

Nel corso delle ultime settimane, il clamoroso ribasso di molte criptovalute ha fatto sì che in molti iniziassero ad associare il down del mercato ad un vero e proprio deterrente per allontanare gli interessati ad acquistare asset. Un aspetto che sarebbe invece stato smentito dal sondaggio BoA sul comparto crypto.

La nota Bank of America è da anni attenta al mercato delle criptovalute e pubblica costantemente report interessanti, che derivano da studi specifici condotti su panieri diversificati di intervistati. Ad inizio di giugno, dopo lo spaventoso crollo di Terra LUNA, l’ente ha condotto studi su un campione di 1.000 intervistati.

Il sondaggio è stato concluso di recente ed ha mostrato come il circa 90%, ossia 900 persone su 1000, avrebbero intenzione di acquistare un prodotto crypto nel corso dei prossimi 6 mesi. Risultati che hanno quindi confutato l’idea di molti su un allontanamento dell’interesse da parte di utenti interessati.

Prima di continuare, ti ricordiamo che puoi individuare le principali criptovalute mondiali su broker autorizzati e con licenza, come ad esempio eToro (clicca qui per iscriverti). È una piattaforma altamente semplificata, che ti permette anche di iniziare con un comodissimo conto demo.

Sondaggio BoA sul comparto crypto: i dettagli dei risultati

Scendendo nel dettaglio sul sondaggio BoA sul comparto crypto, è possibile sottolineare altri aspetti interessanti, al di là della conferma o meno sul numero di interessati ad acquistare prodotti crittografici. Fra i risultati più importanti abbiamo che:

  • il numero di persone che attualmente possiedono un portafoglio crypto sarebbe molto vicino a quello delle persone che stanno decidendo di entrare per la prima volta nel settore delle criptovalute;
  • una percentuale considerevole di intervistati, invece di mantenere le criptovalute all’interno del wallet (quindi come mero asset di valore), avrebbe la concreta intenzione di utilizzarli per effettuare pagamenti, anche tramite i tanti sistemi ad oggi disponibili sul settore.

Ricollegandoci all’ultimo punto, è effettivamente possibile ricordare come ad oggi la maggior parte degli exchange, così come molte altre piattaforme che offrono servizi dedicati al mondo delle criptovalute, abbiano lanciato soluzioni di pagamento rapide, ma soprattutto affini alla finanza tradizionale (si pensi ad esempio alla carta di pagamento Coinbase).

Se da una parte è quindi ipotizzabile che il mercato delle criptovalute possa continuare ad attirare l’attenzione, dall’altra molti esperti hanno iniziato a sottolineare la presenza di un numero sempre più elevato di exchange, in forte competizione fra di loro, così come di token (se ne contano davvero a migliaia).

Un aspetto che è stato associato al periodo dell’esplosione dei DotCom, che era stato successivamente consolidato, con grandi siti rimasti con una maggior quota di mercato alta e con molti siti minori che invece erano letteralmente finiti nel dimenticatoio. Discorso analogo potrebbe farsi sui progetti crypto.

Molti ecosistemi riescono effettivamente a farsi notare, portando concretezza e praticità in un settore nuovo (si pensi ad esempio al mondo DeFi, NFT e così via). Altri ancora, legati magari alla viralità del momento, finiscono per essere subito eclissati.

Note finali

Ricollegandoci a quanto esposto nell’introduzione, ricordiamo come tutte le criptovalute con maggior market cap al mondo, come ad esempio Bitcoin, Ethereum, Ripple e così via, siano disponibili allo scambio ed alla negoziazione su broker professionali e di ultima generazione.

Gli stessi presentano inoltre comodi grafici in tempo reale, con i quali puoi constatare il valore della criptovaluta attimo dopo attimo. Una delle piattaforme più complete, a mettere a disposizione un database con oltre 60 criptovalute, è eToro (clicca qui per iscriverti).

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Sull'autore

Francesco

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