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Paxful eliminerà Ethereum: cosa pensa il CEO Ray Youssef

Pubblicato: 22 Dicembre 2022 di Francesco

Secondo le ultime notizie, Paxful eliminerà Ethereum dalla sua piattaforma. Ad averlo esposto, è stato proprio il CEO, ossia amministratore delegato della società, Ray Youssef. Una notizia che ha creato sin da subito dibattiti ed interazioni sul mercato.

Ethereum è la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, nonché una delle più seguite ed analizzate al mondo. È fra i pilastri portanti della finanza decentralizzata e di una serie di altri settori che utilizzano quotidianamente la sua blockchain.

Stupisce quindi come una piattaforma del calibro di Paxful, che ricordiamo ai lettori essere uno dei mercati peer to peer di criptovalute più grandi al mondo, stia prendendo questa decisione drastica. Le idee del CEO sono tuttavia molto chiare e l’ipotesi potrebbe diventare realtà.

Secondo l’imprenditore, la seconda criptovaluta per market cap starebbe lavorando contro gli ideali e la mission della sua azienda di liberare le persone dal cosiddetto “apartheid economico”. Vediamo quindi di comprendere fino in fondo cosa sta succedendo, ripercorrendo le idee del CEO.

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Paxful eliminerà Ethereum: ecco tutti i dettagli

Arrivati a questo punto è possibile chiedersi perché Paxful eliminerà Ethereum dalla propria piattaforma, rendendola non più disponibile alle negoziazioni ed alle contrattazioni. Per fare ciò è opportuno partire dal principio e dalle dichiarazioni del CEO del gruppo.

Sulla base delle dichiarazioni di Youssef, Ethereum potrebbe essere delistato da Paxful proprio nella giornata odierna, ossia 22 dicembre 2022. Tutto ciò seguendo le tipiche procedure di delisting che portano alla fuoriuscita di un token dal mercato.

Fra le parole più significative è possibile ricordare:

“Le entrate sono buone, ma l’integrità vince su tutto”, ha scritto in una lettera allegata. “Voglio vedere un mondo in cui Bitcoin liberi miliardi di persone trattenute da questo sistema malvagio, in particolare quelle inutilmente danneggiate che vivono nel sud del mondo.”

Secondo le idee dell’amministratore delegato, Ethereum starebbe allontanando la spinta e lo slancio del Bitcoin, ossia l’ecosistema nato nel tentativo di creare un sistema monetario differente rispetto a quello tradizionale, con regole democratiche e decentralizzate.

Ethereum, sempre secondo il CEO, starebbe invece ricreando un sistema fiat contro il quale Bitcoin combatte ormai da anni. Fra le critiche più pensanti mosse dall’esperto, soprattutto il passaggio di Ethereum dal meccanismo di consenso Proof of Work al meccanismo Proof of Stake.

Di contro, Bitcoin è stato a lungo criticato per non aver mai cercato di aggiornarsi e per non aver mai pensato di passare al consenso basato sullo staking delle risorse. Ha invece mantenuto un sistema più arcaico e bastato su un alto dispendio di energia.

Sulla base di ciò, Youssef ha esposto: “Proof-of-work è l’innovazione che rende Bitcoin l’ unico denaro onesto che ci sia, mentre proof-of-stake ha reso ETH essenzialmente una forma digitale di fiat”. Il PoW sarebbe l’unico mondo per garantire decentralismo.

Considerazioni finali

Fra le tante considerazioni, il CEO di Paxful ha anche contestato il sistema di governance di Ethereum, considerandolo poco decentralizzato. Lo stesso sarebbe controllato, secondo le idee di Youssef, da un piccolo gruppo di persone e prima o poi si dovrà chiedere loro il permesso per utilizzare la rete.

Le idee del CEO hanno sin da subito creato due scuole di pensiero opposte. Alcuni grandi manager hanno elogiato l’idea di eliminare ETH dalla piattaforma ed altri si sono invece mostrati molto contrari all’evento.

Ad aver supportato la scelta, troviamo il CEO di Synonym John Carvalho e il CEO di Strike. Youssef ha inoltre rifiutato la proposta di inserire Litecoin, altra grande criptovaluta, fra le più storiche in assoluto, sulla sua piattaforma di scambio.

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