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Nuovo Burn Ethereum: Bruciato + 1 Miliardo di Dollari

Ethereum rappresenta una delle criptovalute più seguite ed analizzate all’interno del settore. Uno strumento posto ad oggi in seconda posizione per livello complessivo di capitalizzazione. Fra le ultime notizie associate allo stesso, troviamo un nuovo Burn Ethereum, ossia la bruciatura di una determinata quantità di monete digitali.

Nel corso dei nostri tanti approfondimenti, abbiamo più volte avuto modo di entrare nel dettaglio del processo di The Burn, che ad oggi rappresenta una delle fasi più importanti per molti ecosistemi crypto. In questo caso, associata ad un progetto storico, rilevante in molti settori trasversali, uno fra tutti quello della finanza decentralizzata.

Ma cosa significa il nuovo Burn Ethereum? Quante criptovalute sono state effettivamente bruciate? Ma soprattutto, qual è il valore rapportato alle monete digitali “eliminate” dal mercato? Sono solo alcune delle tante domande che affronteremo all’interno della nostra mini guida, incentrata a tutto tondo sulla news e sugli ultimi traguardi raggiunti da ETH.

Prima di entrare nello specifico, ricordiamo come ad oggi la stessa criptovalute Ethereum, così come molte altre, risulti presente su broker regolamentati ed autorizzati, come ad esempio lo storico eToro. Implementa numerose funzionalità rilevanti, come ad esempio il Copy Trading per copiare reali professionisti del settore.

Nuovo Burn Ethereum: A cosa serve e quanto pesa sul valore di ETH

Nonostante Ethereum possa ad oggi considerarsi un ecosistema storico, con molti anni alle spalle, rappresenta ugualmente un progetto in continua evoluzione e legato a numerose modifiche. La stessa squadra di sviluppo, associata a sua volta alla community, ha continuamente proposto upgrade rilevanti ed innovativi.

Tutto ciò per cercare di rendere Ethereum sempre più competitivo, soprattutto nei riguardi di una concorrenza che, nonostante proceda con lentezza, ha iniziato a mostrare funzionalità e tecnologie da paura e con performance degne di nota. A tal proposito, nel corso del mese di agosto, avevamo anticipato la presentazione dell’aggiornamento London.

In altri termini un upgrade storico, volto ad integrare numerose modifiche sul protocollo, proponendo variazioni tecniche e funzionali per ammodernare l’ecosistema. Lo stesso upgrade, sarebbe quindi legato ad un processo automatico di bruciatura, a sua volta funzionale per specifiche procedure su transazioni all’interno della rete.

Una quantità di ETH che, nonostante la sua pregressa esistenza, verrebbe eliminata dal cosiddetto circolante complessivo di monete digitali all’interno del mercato. Ad oggi, il valore di Ethereum bruciati ammonterebbe a circa 300.000 unità. Dato, questo, che rapportato al prezzo di ETH degli ultimi giorni, evidenzierebbe una bruciatura per circa 1 miliardo di dollari.

Quantità colossale, che risulta difficile immaginare anche nel comparto delle criptovalute, abituato ad oggi a generare grandi numeri e cifre da record. Meccanismo che, checché se ne dica, rappresenta allo stesso tempo una strategia fondamentale per la criptovaluta, che continua a diminuire la sua presenza numerica nel mercato, in una sorta di processo di equilibratura e compensazione.

Conclusioni

Cosa cambia per Ethereum con il The Burn sotto l’aspetto esistenziale? La criptovaluta, nonostante la presenza di upgrade e processi di bruciatura, continua a rappresentare un asset crypto a tutti gli effetti.

Può essere individuato all’interno di numerosi broker ed intermediari professionali, come ad esempio eToro (qui per la pagina ufficiale). Si tratta di un operatore con milioni di utenti registrati e con un database costantemente aggiornato. All’interno dello stesso, è possibile individuare anche Ethereum.

Contrariamente dagli exchange puri, eToro rappresenta un vero e proprio broker ibrido, integrante anche strumenti derivati, ossia CFD. I contratti per differenza, si discostano di molto dagli acquisti diretti, basati sul possesso fisico dell’asset. In questo caso, infatti, ci si basa solamente su repliche degli andamenti, senza andare a possedere alcuno strumento.

Ne deriva da una parte la possibilità di poter aprire due posizioni differenti, ossia al rialzo o al ribasso (tramite vendita allo scoperto) e dall’altra di poter negoziare senza il bisogno di dotarsi di portafogli di archiviazione (ossia Wallet). Il tutto senza commissioni fisse, ricordando solamente bassissimi spread.

Il broker eToro, non rappresenta solamente un mero intermediario, mettendo a disposizione numerose funzionalità e servizi integrativi. A seguire alcuni punti:

  • Meccanismo di copia automatica Copy Trading, basato sulla possibilità di poter copiare reali professionisti, ottenendo le stesse transazioni in modo speculare;
  • Conto di prova gratuito, basto sul caricamento di depositi non reali, da poter utilizzare a propria discrezione;
  • Applicazione per smartphone;
  • Numerose sezioni formative;

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Sull'autore

Francesco Galella

Francesco Galella è un esperto di economia con una fervida passione per le criptovalute fin dalle loro prime fasi. Grazie alla sua continua ricerca e interesse per l'innovazione nel settore fintech, è sempre aggiornato su ogni sviluppo nel mondo delle criptovalute. Da anni contribuisce con articoli informativi e analitici per le migliori riviste di finanza, trading e criptovalute, condividendo le sue conoscenze e la sua vasta esperienza in materia. La sua capacità di interpretare e comunicare le complesse dinamiche del mercato delle criptovalute lo ha reso una figura autorevole nel settore, apprezzata sia dai lettori che dagli addetti ai lavori. Francesco continua a essere un punto di riferimento per chiunque desideri comprendere e investire nel mondo delle criptovalute.

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