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Novità sulla causa Ripple – SEC: XRP ancora sotto al dollaro

Nel corso delle ultime giornate, più precisamente a partire dal 18 febbraio, sarebbero state note pubblicamente (all’interno del noto social network Twitter) una serie di notizie associate a novità sulla causa Ripple – SEC.

Nel corso dei nostri pregressi approfondimenti, avevamo più volte avuto modo di affrontare l’argomento, ricordando come fra l’ecosistema Ripple ed il noto ente SEC, si mostrino ormai da tempo dibattiti ed accuse non da poco.

È bene ricordare, come sul finire del 2020, attraverso un comunicato ufficiale, la SEC aveva avviato una causa contro Ripple, accusandola di aver emesso (ossia di aver venduto pubblicamente ad investitori ed utenti) security non registrate, per un valore colossale, al di sopra il miliardo di dollari.

Tutto ciò in riferimento all’azione mossa da Ripple Labs Inc., sulla raccolta fondi avviata nel 2013 (basata su XRP emessi), giudicata una vera e propria offerta di titoli non registrata. Accuse fin da subito prese seriamente da Ripple, che aveva cercato di proteggersi più possibile, affidandosi ad avvocati di fama mondiale.

Nel corso delle ultime giornate, dopo diversi mesi, notizie nuove avrebbero preso il sopravvento. Avremo modo di approfondirle nel corso delle righe successive, non prima di aver ricordato come lo stesso Ripple rappresenti una criptovaluta listata ormai da anni su broker autorizzati e regolamentati, come ad esempio eToro.

Novità sulla causa Ripple – SEC: le parole di Filan

Entrando nel dettaglio in merito alle novità sulla causa Ripple – SEC, lo stesso avvocato James K. Filan, avrebbe pubblicato su Twitter (nella giornata del 18 febbraio) diverse informazioni relative alla storica vicenda, che si protrae ormai da anni.

Nel mirino della questione, due memo diretti, che riguarderebbero in modo specifico i comportamenti di Ripple in merito alla vendita dei propri asset ed alla parallela valenza della SEC nei suoi confronti.

Il primo memo, del febbraio del 2012, sarebbe stato consegnato proprio a McCaleb e Powell e citerebbe come la tale “NewCoin”, denominata successivamente Ripple ed ancora XRP, sarebbe stata venduta con la formula che oggigiorno viene tecnicamente e comunemente definita ICO (ossia una sorta di offerta iniziale).

Nel secondo memo, si tiene invece a precisare in merito all’affermazione che ci potesse essere un minimo rischio che la SEC potesse non essere pienamente d’accordo e che avrebbe così potuto considerare Ripple delle security. La società quindi potrebbe a questo punto tutelarsi ricordando di aver già da allora iniziato a prestare molta attenzione ad aspetti normativi in merito.

Ripple sta quindi cercando di evidenziare la sua vicinanza ed attenzione (fin dai primi giorni) su aspetti disposti dalla SEC, nel tentativo di dimostrare che la sua raccolta sia dissociata ad una vendita non regolare di asset security. Discorso differente, vedrebbe invece la SEC dimostrare come la vendita sia stata invece effettivamente effettuata con anche solo con una minima promessa di ritorni sull’investimento.

In questo caso, la situazione per Ripple si aggraverebbe maggiormente, poiché si tratterebbe in parole povere di una reale vendita di token, associata ad una sottospecie di titoli con potenziali rendimenti. Battaglia quindi ancora in corso, che avremo modo di tenere sott’occhio nei prossimi mesi.

Conclusioni

Notizia attuale, che pone in essere uno scontro legale ormai storico, che vede da una parte una delle autorità americane più importanti, ossia la SEC e dall’altra una delle criptovalute a più alta capitalizzazione al mondo, ossia Ripple.

XRP, al di là di tutto ciò, rappresenta attualmente una criptovaluta in tutto e per tutto, con proprio valore ed andamento all’interno del mercato. Può essere individuata all’interno dei migliori exchange e delle principali piattaforme di negoziazione online sul mondo delle criptovalute. Uno dei broker più professionali, ad integrarla nel proprio listino, è eToro (qui la pagina ufficiale).

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Sull'autore

Francesco

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