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Mining Bitcoin Nel Mondo: Ecco Quale Cambiamento Epocale è In Corso

Durante un nostro precedente approfondimento abbiamo avuto la possibilità di soffermarci nel dettaglio sulle ultime novità in Cina, associate allo stop imposto a molte fattorie di estrazione BTC. Un primo vero e proprio campanello di allerta, che indica come il Mining di Bitcoin nel mondo stia cambiando.

Le decisioni prese dai governi centrali e le numerose notizie associate alle stesse, hanno prodotto una serie di chiusure epocali. In tutto ciò, si ricorda come la stessa Cina, per valore totalitario, rappresenti (almeno fino a poco tempo fa) una delle terre con maggior livello di estrazione di Bitcoin.

È qualcosa che è destinato a cambiare? Nel corso delle ultime giornate, molte notizie online hanno parlato di grandi farming di Mining Bitcoin cinesi pronte ad abbandonare il territorio cinese, per spostarsi su luoghi considerati più “favorevoli” alla produzione della moneta virtuale.

All’intero nel nostro approfondimento scopriremo quali mosse hanno iniziato ad intraprendere questi colossali produttori di Bitcoin, focalizzando l’attenzione sui possibili mercati di approdo. Esporremo inoltre le criticità mostrare dallo stesso processo di Mining, ricordando come ad oggi risulti possibile negoziare su criptovalute anche senza crearle o possederle, tramite broker regolamentati come eToro.

Mining Bitcoin nel mondo: È in atto una migrazione?

Come ricordato in precedenza, alcune società di Mining cinesi, hanno esposto la volontà, qualora la direzione nel loro territorio non dovesse tornare come prima, di migrare in luoghi più favorevoli. Ma quali sarebbero i mercati pronti ad accoglierli?

Uno dei più importanti sembrerebbe proprio l’America, la quale nonostante disponga di una produzione colossale, avrebbe ben volentieri intenzione di primeggiare anche in questo campo. Le infrastrutture in possesso dei cinesi sono rilevanti, ammontano a milioni di dollari ed ogni giorno senza attività comporta perdite.

La migrazione delle farming in America viene ad oggi associato ad un aspetto legato prettamente ai costi sull’energia elettrica, considerati molto più sostenibili rispetto a nazioni limitrofe alle Cina, o alla nostra Unione Europea.

Lo stesso continente Americano ha inoltre avviato numerosi impianti per poter garantire una considerevole percentuale di produzione di energia ad impatto zero, la quale potrebbe essere maggiormente apprezzata da chi è contro il Mining in merito ad aspetti ambientali.

Notizie del genere creano sempre grossi dibattiti all’interno del mercato, scaturendo studi anche nei riguardi di specifici parametri, come ad esempio il valore Hash Rate Bitcoin, sceso nel corso delle ultime giornate come esposto all’interno di un nostro recente approfondimento.

Conclusioni

Una delle tante domande poste sul processo di estrazione dei Bitcoin da appassionati di criptovalute, riguarda la possibilità o meno di poter avviare Mining in modo proprio. A tal riguardo, così come gli studi effettuati dalle grandi farming di Mining Bitcoin nel mondo, è possibile tenere a mente alcuni aspetti.

Il Mining richiede la presenza di numerosi costi, sia fissi che variabili. I costi fissi sono rappresentati dalle infrastrutture, ossia dall’acquisto di schede grafiche potenti, in grado di offrire più calcoli all’interno della rete.

I costi variabili, riguardano invece la corrente elettrica per far funzionare le macchine. In tutto ciò, i costi sull’energia in Europa rappresentano fra i più alti del mondo. In secondo luogo, per poter ottenere più processi, viene richiesta la presenza di più macchinari, i quali necessitano di raffreddamento, manutenzione e controllo costante.

Per un singolo utente intenzionato ad entrare nel settore delle criptovalute in modo diretto, risultano ad oggi presenti molti sistemi. Uno dei più moderni ed innovativi riguarda la negoziazione su criptovalute tramite operatori di brokeraggio online.

Contrariamente dal Mining di Bitcoin (o di criptovalute che lo permettono), le negoziazioni su criptovalute tramite CFD dispongono di caratteristiche completamente differenti:

  • Non richiedono costi fissi (né sull’acquisto di schede grafiche né su enormi quantità di corrente elettrica);
  • Non richiedono manutenzione, non esistendo alcuna infrastruttura;
  • Permettono di operare con criptovalute senza possederle fisicamente, ossia senza dotarsi di un Wallet di archiviazione;
  • Danno la possibilità di agire anche allo scoperto, ossia di aprire posizioni al rialzo o al ribasso sulla base dei propri studi.

Uno dei broker più conosciuti a permettere negoziazioni su assets crittografici è eToro. Dispone di numerose funzioni, come ad esempio il Copy Trading per copiare reali esperti del settore con un semplice click.

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Sull'autore

Francesco

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