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Mike McGlone di Bloomberg si espone su Bitcoin ed Ethereum

Ci risiamo, ancora una volta Mike McGlone di Bloomberg, che non ha di certo bisogno di presentazioni, si è lasciando andare su dichiarazioni alquanto uniche nel loro genere, in questo caso sul noto e seguitissimo social network Twitter.

Lo stesso professionista, è ad oggi conosciuto per rappresentare uno degli analisti ed esperti più conosciuti sul mercato e da molto tempo vicino a questioni attinenti anche il mondo delle criptovalute. Nella giornata del 29 gennaio, quindi la scorsa settimana, ha avuto modo di parlare a lungo delle due criptovalute più capitalizzate al mondo.

Trattasi da una parte del Bitcoin e dall’altra dell’Ethereum, due monete digitali alquanto differenti fra di loro, ma in ogni caso accomunate dal medesimo comparto di appartenenza. Più nello specifico, lo stesso McGlone si sarebbe focalizzato sullo stato di adozione delle due criptovalute e sulle cosiddette implicazioni di prezzo.

Aspetti che avremo modo di affrontare nel dettaglio nel corso delle righe successive e che risulteranno direttamente collegati al Bitcoin ed all’Ethereum. Asset crypto che possono attualmente essere trovati in modo autonomo e diretto all’interno di broker autorizzate e di ultima generazione, come ad esempio eToro (che offre ad oggi più di 42 strumenti crypto).

Mike McGlone di Bloomberg su BTC ed ETH

Ricollegandoci a quanto esposto in precedenza, l’analista ed esperto Mike McGlone di Bloomberg ha proposto su Twitter una propria esposizione interessante, focalizzata nello specifico su un grafico attinente il Bitcoin e l’Ethereum.

Lo stesso grafico pone sui due piatti della bilancia specifici parametri. Da una parte il valore della domanda sul mercato sui rispettivi asset e dall’altra l’ormai nota componente della supply. Gli andamenti mostrerebbero in questo caso una diminuzione dell’ultima citata, rispetto ad una variazione in progressione di aumento sulla domanda.

Grafico che avrebbe così portato l’analista ad esporre tali considerazioni in merito:

“Bitcoin ed Ethereum rimangono nei primi giorni di adozione con una domanda crescente rispetto al calo dell’offerta e relative implicazioni sui prezzi. Il nostro bais è perché complicare – a meno che qualcosa di improbabile inverta la proliferazione della tecnologia nascente, i prezzi dovrebbero aumentare nel tempo.”

Parole abbastanza dirette, che arrivano in un contesto storico alquanto singolare, che ha visto sia il Bitcoin che l’Ethereum iniziare questo 2022 con punti più bassi rispetto ai massimi storici che avevamo avuto modo di constatare nel corso degli ultimi mesi del 2021.

Mesi del 2021 che avevano in modo parallelo visto tantissime notizie e novità importanti (alcune in comune ed altre molto differenti) per i due ecosistemi. Il Bitcoin è stato ad esempio proposto ed approvato nello Stato di El Salvador come valuta in corso legale. Ha altresì rappresentato un asset tenuto d’occhio da grandi società (si pensi a MicroStrategy e Tesla).

Quanto all’Ethereum, che ancora ad oggi può considerarsi il king indiscusso nel comparto DeFi, ha invece avuto modo di rappresentare la base strutturale di migliaia di progetti trasversali, su gaming, Metaverso, SocialFi, e tanto altro. Aspetti che hanno così proiettato i due asset nella nuova era crypto del 2022.

Conclusioni

Il 2022 è appena iniziato ed esperti ed analisti, dal calibro di McGlone, continuano ad analizzare ed esaminare il mercato nell’ottica nel medio e lungo termine. Tutto ciò su due asset che, lo ricordiamo, risultano ad oggi listati in modo diretto all’interno di piattaforme professionali nel settore crypto.

Uno degli esempi più calzanti, è rappresentato proprio dal noto e storico broker eToro (qui la pagina ufficiale), il quale mette attualmente a disposizione una delle sezioni crypto più corpose, integrante più di 41 strumenti crittografici. Fra gli stessi, è ovviamente possibile individuare anche il Bitcoin e l’Ethereum, oggetto di trattazione nella news odierna.

Su molteplici asset crypto, lo storico broker permette di agire sia in modo reale, ossia operando direttamente sull’asset sottostante, sia di utilizzare i cosiddetti contratti per differenza. I CFD permettono di aprire posizioni senza possedere in modo fisico lo strumento (quindi senza necessitare di alcun portafoglio di deposito).

In più, danno la concreta possibilità di aprire sia posizioni al rialzo, sia posizioni al ribasso (tramite vendita allo scoperto). Tutto ciò su una piattaforma che risulta ormai da molti anni apprezzata dagli utenti per la semplicità di gestione, ma soprattutto per le tantissime funzionalità integrate. Ne sono esempio:

  • grafici in tempo reale, su tutti gli asset integrati e sempre aggiornati;
  • possibilità di gestire le operazioni tramite applicazione per smartphone;
  • possibilità di ottenere le stesse operazioni di reali Popular Investor (una volta selezionati in modo accurato);
  • accesso alla sezione tecnica, con tantissimi indicatori da poter utilizzare.

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Sull'autore

Francesco

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