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Market Cap Bitcoin supera Facebook (Meta) in una sfida senza tempo

Nel corso delle ultime giornate, con le variazioni che hanno colpito il mercato delle criptovalute ed il mercato azionario, si è assistito ad un evento alquanto unico nel suo genere, tuttavia già evidenziato in passato: il market cap Bitcoin supera Facebook, in merito al livello di capitalizzazione.

Per chi non lo conoscesse, il market cap rappresenta uno degli indicatori più analizzati da esperti ed analisti. Sulle società, mette il relazione il numero di azioni ed il loro prezzo unitario. Per le criptovalute, mette invece in relazione il numero delle criptovalute emesse sul mercato, anche in questo caso con il loro prezzo unitario.

Secondo gli ultimi dati sul livello di capitalizzazione, il titolo Facebook, che attualmente è chiamato Meta, sarebbe sceso drasticamente rispetto ai mesi scorsi, ma soprattutto sorpassato dal Bitcoin (criptovaluta con maggior longevità all’interno del mercato crypto e fra le più analizzate al mondo).

Avremo modo di approfondire nel dettaglio la notizia, ricordando in ogni caso come lo stesso Bitcoin, sia ad oggi listato su broker professionali ed autorizzati, come ad esempio lo storico eToro. Lo stesso permette di trattare su oltre 42 asset crypto, integrando tantissime funzionalità a costo zero e di ultima generazione.

Market Cap Bitcoin supera Facebook: Dati a confronto

Ricollegandoci a quanto esposto in precedenza, sul market cap Bitcoin che supera Facebook, è bene partire dal principio e soffermarci nel dettaglio sui principali eventi associati da una parte al colossale social network e dall’altra alla criptovaluta Bitcoin.

Nel corso delle scorse settimane, una delle notizie più virali aveva riguardato il cambio di denominazione di Facebook in Meta. Un nome che aveva anticipato una lunga conferenza da parte di Mark Zuckerberg, il quale aveva presentato l’ingresso della sua società nel mondo delle nuove tecnologie, dei mondi virtuali e del Metaverso.

Notizia che, seppur aveva avuto modo di generare un discreto hype immediato, ha successivamente visto un drastico crollo del titolo in Borsa. Reduci anche trimestrali non eccellenti, ma soprattutto la conferma da parte dello stesso fondatore sulla diminuzione degli utenti attivi sulla piattaforma, il ribasso è stato inevitabile.

Nel giro di pochissime ore, il titolo Facebook (Meta) aveva infatti registrato una progressione in diminuzione considerevole, a sua volta associata ad una parallela diminuzione del livello di market cap. Tutto ciò aveva spodestato il suddetto titolo dalla top 10 degli asset più capitalizzati al mondo.

Di contro, passando al Bitcoin, dopo i difficili periodi di inizio anno, che avevano portato l’asset crypto anche al di sotto i 33.000 dollari per unità, qualcosa era iniziato a cambiare. Nel corso delle ultime giornate, nuove fiducie hanno portato il valore del Bitcoin a recuperare terreno, portandosi nuovamente sopra i 43.600 dollari per BTC.

Valore che ha così permesso all’asset di superare per capitalizzazione (ossia per market cap) il titolo Facebook, nel tentativo ambizioso di rincorrere altri asset (per adesso abbastanza distaccati) come ad esempio Apple, Microsoft, così come l’oro, che si piazza al primo posto, con una capitalizzazione colossale.

Conclusioni

Il market cap del Bitcoin continua ormai da anni a rappresentare uno degli indicatori più esaminati all’interno del settore. Come detto in precedenza, fa riferimento al prodotto fra il numero di Bitcoin attualmente in circolazione ed il valore unitario di ogni singolo asset.

Lo stesso valore, può ad oggi essere constatato all’interno delle principali piattaforme e dei maggiori siti informativi sul mondo crypto. Il Bitcoin risulta infatti ad oggi listato all’interno di tantissimi operatori, che ne permettono lo scambio, o la negoziazione tramite strumenti derivati.

Una delle piattaforme più complete, presente ormai da tantissimi anni e con un numero sempre in crescita di utenti, è eToro (qui la pagina ufficiale). Integra una sezione di criptovalute costantemente aggiornata e permette di negoziare (su tantissimi asset) anche tramite contratti per differenza (ossia CFD).

Contrariamente dall’acquisto fisico, un CFD va a replicare l’andamento dell’asset sottostante, permettendo di aprire due posizioni differenti, da una parte di acquisto e dall’altra di vendita (ossia in ottica di diminuzione dei valori dell’asset). Il tutto senza alcun costo fisso sulla gestione, ricordando solamente la richiesta di bassissimi spread sugli scambi.

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Sull'autore

Francesco

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