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La nuova criptovaluta che punta a raggiungere il vertice del mercato

La nuova criptovaluta che ha iniziato nel corso degli ultimi tempi a farsi notare all’interno del settore è RBIS, ossia il token di riferimento dell’ecosistema ArbiSmart, ormai da tempo abbondantemente discusso all’interno dei principali siti informativi sul mondo delle criptovalute.

Per chi non lo conoscesse, rappresenta un token a tutti gli effetti, con proprio valore ed andamento ed ancorato ad un progetto relativamente nuovo, inserito nel settore dell’arbitraggio di criptovalute (che avremo in ogni caso modo di ricordare ed approfondire nel corso dei paragrafi successivi).

Quali sono le novità in riferimento alla nuova criptovaluta? Esistono nuove quote di mercato raggiunte dal token RBIS? Come si interfaccia lo stesso ecosistema all’interno del settore della DeFi, ossia finanza decentralizzata? Domande che andremo a snodare nelle righe successive, focalizzate a tutto tondo su questo nuovo asset del comparto crypto.

Comparto che, lo ricordiamo prima di iniziare, per le criptovalute più conosciute più essere individuato all’interno di broker professionali, autorizzati e di ultima generazione, come ad esempio eToro. Un broker con numerosi anni di esperienza nel settore e con diverse funzionalità (come ad esempio il conto demo gratuito) per gli user registrati.

L’investimento in criptovalute è altamente volatile e non regolamentato in alcuni paesi dell’UE. Nessuna tutela del consumatore. Potrebbero essere applicate imposte sugli utili.

La nuova criptovaluta RBIS e le funzionalità del suo ecosistema

Il token RBIS, che può essere individuato all’interno dei principali siti informativi sul mondo delle criptovalute (come ad esempio CoinMarketCap, CoinGecko e così via) è associato ad un ecosistema con reali funzionalità e servizi per gli utenti che decidono di utilizzare la piattaforma.

La stessa prende il nome di ArbiSmart e si basa, come anticipato già in precedenza, sul tipico sistema dell’arbitraggio di criptovalute. È quindi doverosa una precisazione per cercare di comprendere nel dettaglio cosa sia l’arbitraggio e cosa lo differenzi rispetto alla tradizionale speculazione.

Entrando nel dettaglio, la speculazione sulle criptovalute significa essenzialmente acquistare un asset crypto, aspettare che lo stesso aumenti di prezzo e successivamente venderlo per ottenere un ritorno variabile sulla base dell’andamento.

Parlare di arbitraggio, significa invece considerare l’acquisto di un asset crypto e la sua immediata rivendita all’interno del mercato, sfruttando le cosiddette inefficienze di prezzo.

In altri termini, tramite un algoritmo in grado di analizzare 35 exchange, si riuscirebbe (secondo il funzionamento dell’ecosistema) a comprare un asset e rivenderlo immediatamente su uno scambiatore con un prezzo di quello stesso strumento leggermente più elevato.

Novità sull’ecosistema, al di là del suo singolare funzionamento, arriverebbero anche su altri servizi in fase di arrivo, come ad esempio un ipotetico programma decentralizzato di yield farming, fino ad arrivare ai nuovi sviluppi sul token RBIS. Più nello specifico, lo stesso sarebbe stato listato su diversi exchange.

Già a partire dal mese di gennaio, il token avrebbe avuto la possibilità di essere integrato in modo diretto all’interno di scambiatori centralizzati, così come decentralizzati, dal calibro di UniSwap, SushiSwap ed altri ancora. Aspetti importanti per l’ecosistema, ma soprattutto per il suo token nativo, inserito ormai da tempo all’interno del mercato crypto.

Conclusioni

Ricollegandoci a quanto esposto in precedenza, le criptovalute più importanti (per intenderci quelle ad elevata capitalizzazione) risultano listate all’interno di exchange e di broker rinomati, che permettono di operare con diverse metodologie.

Nel settore crypto, è infatti possibile tenere a mente due sistemi ben definiti e con specifiche caratteristiche operative:

  • acquisto diretto di criptovalute (si va in questo caso a comprare l’asset crypto in modo fisico tramite un exchange puro, ossia che permette di convertire una quantità di valuta fiat in monete digitali);
  • trading online su criptovalute tramite contratti per differenza (ossia CFD), messo a disposizione dai migliori broker.

In quest’ultimo caso, il trader non va mai a possedere la criptovaluta in modo fisico e diretto, agendo solamente su repliche dell’andamento del sottostante. Ciò permette di poter aprire due posizioni ben distinte, da una parte al rialzo (in ottica di aumento dei valori) e dall’altra al ribasso (in ottica di diminuzione dei valori).

Uno dei broker più completi nel settore, a permettere di negoziare su decine di criptovalute in modo autonomo, è eToro (qui la pagina ufficiale). Trattasi di un broker con numerosi anni di esperienza nel settore e con milioni di utenti registrati. Dispone di tantissime funzionalità, come ad esempio:

  • account demo a costo zero;
  • grafici in tempo reale su tutti gli asset crypto proposti;
  • sezioni formative gratuite;
  • possibilità di copiare reali Popular Investor, ottenendo le stesse strategie in modo speculare ed in tempo reale;
  • possibilità di gestire la attività con l’applicazione per smartphone.

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Francesco

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