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Investimenti istituzionali in Bitcoin e criptovalute negli ultimi anni

Nel corso degli ultimi anni, gli investimenti istituzionali in Bitcoin e criptovalute hanno rappresentato un aspetto sempre più analizzato da esperti ed analisti del settore. Ma cosa significa essenzialmente tutto ciò? Ma soprattutto, cosa c’è di diverso rispetto ad un passato (relativamente vicino)?

Parlare di investimenti istituzionali in Bitcoin e criptovalute significa parlare dell’interesse e dell’esposizione di grandi società, gruppi, o istituzioni, ad allocare parte delle proprie risorse nel comparto delle criptovalute. Fra gli asset più adocchiati, soprattutto il Bitcoin e l’Ethereum.

Le stesse rappresentano le due criptovalute con più alta capitalizzazione al mondo e fra le più longeve in assoluto. In tutto ciò, una parte degli afflussi di capitali nel corso di tutto il 2021, avrebbe visto una specifica percentuale proprio legata ad investimenti istituzionali.

Molte società rinomate, come esposto all’interno di tanti approfondimenti sul nostro sito, hanno infatti avuto modo di confermare in modo diretto proprie allocazioni sul comparto crypto. Comparto che, per le criptovalute più importanti (lo ricordiamo) è individuabile all’interno di broker professionali dal calibro di eToro.

Trattasi di un operatore con numerosi anni di esperienza nel settore, con tantissime funzionalità innovative e con un database sempre aggiornato, contenente più di 42 criptovaluta.

Investimenti istituzionali in Bitcoin: Dai piccoli investitori, a colossi come Tesla

Ricollegandoci a quanto esposto in precedenza, nel corso degli ultimi due anni, soprattutto dal 2020 al 2022, molte società hanno ufficializzato pubblicamente un proprio interesse nei confronti del Bitcoin (o più in generale sul mondo delle criptovalute).

È tuttavia importante tenere in considerazione come fra gli stessi investimenti istituzionali e l’esposizione di notizie pubbliche, ci sia molte volte un gap, ossia uno scostamento temporale non indifferente, che non permette di analizzare in modo dettagliato la situazione attuale all’interno del mercato.

Per riuscire ad analizzare nello specifico le tendenze e gli interessi delle grandi e medie istituzioni nel comparto delle criptovalute, esperti ed analisti tengono in considerazione esamine specifiche sui documenti ufficiali della US Securities and Exchange Commission (ossia uno dei maggiori enti e delle principali autorità mondiali).

Tutte le società quotate in Borsa, nonché specifici gruppi di investimento, devono infatti erogare trimestralmente propri risultati finanziari, attinenti anche le partecipazioni in possesso in quel preciso momento. Risulta così possibile andare alla ricerca delle tante società che hanno menzionato il Bitcoin (BTC) all’interno dei propri depositi.

Un numero che ha subito tantissimi cambiamenti rispetto al passato, anche grazie al esposizione di società dal calibro di Tesla, MicroStrategy e molte altre, ormai da mesi partecipative sul comparto crypto. Ancora, è stato possibile assistere allo sviluppo di prodotti derivati dalle principali criptovalute mondiali.

Si pensi ad esempio ai fondi Grayscale, oppure a specifici ETF sul Bitcoin (o altre criptovalute) quotati su Borse reali. Borse che, in ogni caso, listano ad oggi anche grandi società minerarie (soprattutto negli Stati Uniti ed in Canada).

Esperti ed analisti continuano così ad analizzare il cosiddetto fenomeno dell’istituzionalizzazione delle criptovalute, cercando di capire di mese in mese quale sia la valenza apportata dagli investitori istituzionali e quale invece quella legata ai piccoli investitori privati.

Conclusioni

Notizia, quella appena esposta, che tiene in considerazione l’intero comparto delle criptovalute, più nello specifico il Bitcoin, che rappresenta uno degli asset più discusi e preso in considerazione dalle istituzioni e società, proprio come MicroStrategy.

Lo stesso Bitcoin rappresenta anche l’asset più associato a prodotti derivati e trasversali, come ad esempio fondi, exchange traded funds e così via. Una criptovaluta che, indipendentemente da tutto, dispone di una propria indipendenza all’interno del mercato crypto.

Può infatti essere individuata all’interno di tantissime piattaforme di negoziazione online, così come di scambio diretto (ossia sui cosiddetti exchange centralizzati, o exchange decentralizzati). Uno dei broker ad averlo listato in modo diretto all’interno della propria sezione crypto, è eToro (qui la pagina ufficiale).

Attraverso lo stesso operatore, si ha la possibilità sia di agire in modo diretto sull’asset sottostante (ossia sul BTC vero e proprio) sia di operare con strumenti derivati, ossia contratti per differenza. In quest’ultimo caso, è possibile puntare non soltanto al rialzo, bensì anche al ribasso, in ottica di diminuzioni dei valori dell’asset.

Operare con Broker di CFD, significa infatti far riferimento solo su repliche degli andamenti dell’asset sottostante. Il broker eToro permette inoltre di usufruire di una serie di ulteriori servizi, come ad esempio:

  • conto demo gratuito e senza vincoli;
  • applicazione per dispositivi mobili;
  • sezione tecnica, con tantissimi indicatori analitici;
  • assistenza professionale;
  • possibilità di copiare reali Popular Investor, ottenendo così le medesime strategie in modo diretto e speculare.

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Sull'autore

Francesco

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