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Indagine eToro: Quali sono le preoccupazioni degli investitori al dettaglio?

Il noto broker mondiale eToro, ha da poco tempo proposto la relazione trimestrale sugli investimenti “Retail Investor Beat*”, in merito ad una serie di aspetti esposti dagli investitori al dettaglio presenti all’interno del settore. Ma su cosa si basa l’indagine di eToro?

Lo stesso studio è stato effettuato su un campione considerevole, con circa 6000 investitori al dettaglio, strategicamente selezionati fra 12 paesi mondiali. In altri termini, una vera e propria ricerca di carattere globale, volta ad analizzare eventuali preoccupazioni, criticità ed interessi da parte degli utenti.

Alla luce dell’analisi, abbiamo quindi deciso di strutturare questa guida completa, volta a racchiudere i risultati più importanti, esponendoli in modo chiaro e dettagliato. Prima di continuare, ricordiamo come all’interno della piattaforma, sia ad oggi possibile negoziare sulle principali criptovalute mondiali.

Il broker aggiorna costantemente il suo database, mettendo a disposizione numerosi strumenti crypto, sia storici, sia di nuova generazione. Tutto ciò permette ai traders di avere a disposizione un maggiore grado di diversificazione, concetto che ritroveremo in modo diretto anche all’interno dell’indagine eToro proposta a seguire.

Indagine eToro: il parametro dell’inflazione come maggiore preoccupazione

Prendendo in considerazione i risultati esposti dall’indagine eToro, una delle maggiori preoccupazioni da parte degli investitori al dettaglio, riguarderebbe proprio l’inflazione. Aspetto sicuramente di carattere economico, che può in ogni caso essere considerato come fattore puramente esterno, tuttavia interconnesso alle attività.

Entrando maggiormente nel dettaglio, la percentuale totalitaria associata alla preoccupazione, sarebbe legata al 38 % dei partecipanti all’intervista. Fra gli Stati maggiormente associati a questa preoccupazione, è possibile leggere Stati Uniti, Germania e Polonia.

Ancora, effettuando una divisione sui sessi, gli uomini avrebbero espresso maggiori timori delle donne sull’inflazione, con un rapporto in percentuale pari a 42 % a 34 %.

Ulteriori studi avrebbero successivamente riguardato il precedentemente esposto concetto della diversificazione dei portafogli, in stretta associazione alle diverse strategie attuare dagli investitori al dettaglio. In modo specifico, restando nel campo crittografico, la presenza degli strumenti crypto all’interno dei portafogli avrebbe mostrato una percentuale pari al 25 %.

Si tratta di valori che, trasformati in frazione, mostrano come 1/4 delle risorse presenti all’interno dei portafogli sia rappresentato da criptovalute. Ma quali sarebbero stati gli investitori più propensi a mantenere assets crypto all’interno delle proprie posizioni?

Dalla stessa indagine è emerso come la fascia di età più propensa al mantenimento di criptovalute all’interno delle proprie strategie, sarebbe stata quella dai 18 ai 34 anni. Tutto ciò mostrando in una percentuale pari a circa il 46% su base totalitaria.

Un ulteriore dato rilevate, ha successivamente riguardato le cosiddette fonti informative. Di cosa si tratta? Molto semplicemente, dei canali utilizzati dagli utenti investitori per cercare di ottenere maggiori informazioni sui mercati e sugli strumenti di negoziazione. A tal riguardo, percentuali elevate sarebbero state mostrate da canali media (40%) e da Google (35 %). Percentuale più bassa, ma presente, per i social, al 29% nella fascia 18-34 anni.

Conclusioni

L’indagine di eToro ha così mostrato una serie di dati rilevanti, che hanno permesso di conoscere nel dettaglio le preoccupazioni e la composizione dei portafogli degli investitori al dettaglio. Il broker può ad oggi contare sulla presenza di una community corposa, con oltre 11 milioni di user registrati.

Gli stessi hanno la possibilità di accedere in modo semplificato ai principali comparti di Borsa, come ad esempio materie prime, titoli azionari, indici di Borsa, ETF, criptovalute e molto altro. Tutto ciò utilizzando una piattaforma basilare, ma soprattutto ultrarapida.

Focalizzando l’attenzione sul comparto delle criptovalute, eToro integra al suo interno numerosi strumenti, sia storici che di nuova emissione. Nel corso del nostro precedente approfondimento, abbiamo ad esempio ricordato l’inserimento di due nuove criptovalute all’interno della piattaforma.

Essendo un broker specializzato anche in contratti per differenza, permette ai propri traders di poter aprire non solo posizioni al rialzo, ma anche posizioni al ribasso (utilizzando la vendita allo scoperto). La natura stessa dei CFD non si basa sul possesso delle criptovalute, ma solamente su repliche fedeli degli andamenti.

Una delle funzioni più conosciute, presente ormai da molti anni e rappresentante un concreto punto di riferimento per molti utenti, è il Copy Trading.

Ecco a seguire alcuni punti chiare:

  1. All’interno della pagina ufficiale eToro i traders possono selezionare uno o più Popular Investor;
  2. Associandoli al proprio account, avranno la possibilità di ottenere le stesse transazioni, il tutto in modo automatizzato e senza nessun costo aggiuntivo;
  3. La funzione può essere utilizzata sia tramite sistema web desktop, sia tramite applicazione per device mobili, scegliendo se partire con la modalità di prova (a costo zero) o quella reale.

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Sull'autore

Francesco

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