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Hash Rate Bitcoin in Calo: La Cina Stacca La Spina

Nel corso delle ultime settimane, il Bitcoin, così come molte altre criptovalute, hanno visto il raggiungimento di valori completamente differenti rispetto ai punti di massimo ottenuti nel corso delle prime settimane del 2021. Al di là del valore, un ulteriore parametro ha iniziato a creare dibattiti all’interno del settore. Trattasi dell’Hash Rate Bitcoin in calo.

Stando alle informazioni visibili all’interno delle principali piattaforme informative autorevoli, l’Hash Rate Bitcoin in calo ha visto il raggiungimento di valori che non venivano registrati da circa 8 mesi. La stessa misurazione, che come ricordiamo va espressa in EH/s, ha portato analisti ed esperti a domandarsi in merito alle principali cause.

Prima di continuare con il nostro approfondimento, ricordiamo come all’interno del settore crittografico la presenza di broker regolamentati come eToro permetta di poter negoziare con Bitcoin e con le principali criptovalute mondiali.

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    Hash Rate Bitcoin in Calo: Stop Mining in Cina

    Le notizie associate all’Hash Rate Bitcoin in calo (rispetto ovviamente ai suoi punti di massimo) sono sopraggiunge in concomitanza con la chiusura di alcuni ecosistemi di mining nel territorio dello Sichuan. Per chi non la conoscesse, si tratta di uno dei principali territori adibiti alla produzione di Bitcoin, tramite l’ormai noto processo di mining.

    La stessa Cina, nella sua interezza, va a rappresentare una delle percentuali estrattive più alte del pianeta, con valori che tuttavia sembrerebbero in netto calo rispetto al passato.

    Nel corso degli ultimi tempi, in linea generale, molte farming di mining sono state pesantemente accusate in merito ad utilizzo di energia da fondi non rinnovabili. Molte società, ancora ad oggi, utilizzano infatti energia prodotta grazie al carbone.

    Al di là di ciò, le motivazioni alla base della scelta dei regolatori della Cina potrebbero andare ben oltre l’aspetto ambientale. Tutto ciò tenendo in considerazione come le stesse autorità abbiamo imposto la stessa scelta anche in territori legati prettamente ad una generazione di energia “pulita”, basata ad esempio sul processo idroelettrico.

    La notizia ha rappresentato un evento epocale, considerando il fatto che la nazione ha da sempre dimostrato di apportare un grande valore all’estrazione di BTC. Alcuni esperti temono che imprenditori specializzati, con grandi macchinari, possano spostarsi in territori più favorevoli a mining BTC.

    Una delle zone ad aver avuto la capacità di incrementare la propria valenza nel settore delle estrazioni di Bitcoin sembrerebbe l’America, incentrata anche sull’utilizzo di energie rinnovabili e ad impatto zero.

    Conclusioni

    Concluso l’approfondimento in merito all’Hash Rate Bitcoin in calo, risulta ora possibile ricordare come al giorno d’oggi risulti possibile negoziare sulle principali criptovalute mondiali, come ad esempio lo stesso BTC, tramite i migliori broker online.

    Si tratta di piattaforme regolamentate, che permettono di sfruttare la presenza dei CFD, ossia contratti per differenza. In questo modo, il trader ha una duplice possibilità: operare al rialzo o al ribasso, sulla base delle proprie ipotesi di mercato. Prima di procedere con le proprie strategie, teniamo tuttavia a ricordare di prestare massima attenzione e di fare affidamento solo su broker autorizzati.

    Tutto ciò per evitare truffe o servizi poco chiari. Un broker con anni di esperienza alle spalle, autorizzato CONSOB e da sempre un punto di riferimento del trading online su criptovalute, è eToro. Permette a tutti gli utenti iscritti di poter iniziare anche da un pratico conto demo, senza vincoli di tempo e completamente gratuito.

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    Sull'autore

    Francesco

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