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Exchange Liquid Global: Violato per Circa 80 Milioni di Dollari

Pubblicato: 20 Agosto 2021 di Francesco

L’Exchange Liquid Global, riconosciuto fra i principali scambiatori mondiali nel settore delle criptovalute, avrebbe nel corso delle ultime ore confermato un’attacco hacker rilevante, da milioni di dollari. Di cosa si è trattato? Quali sono gli indirizzi coinvolti? Quali mosse ha deciso di intraprendere la società in questione?

Sono solo alcune delle principali domande che affronteremo nel corso della nostra mini guida. In tutto ciò, teniamo a ricordare come ad oggi, la piaga delle truffe online e degli attacchi informatici risulti attiva più che mai. Ogni mese, infatti, non è insolito leggere notizie attinenti attacchi hacker ai danni di scambiatori.

Una delle particolarità, attiene la presenza degli stessi attacchi non soltanto su exchange e scambiatori di nicchia, ma anche su operatori ed intermediari colossali, con un volume sugli scambi da milioni di dollari.

Una problematica che ha già causato ingenti danni, soprattutto agli utenti possessori di account violati, ma che allo stesso tempo vede la presenza di nuovi sistemi di protezione adottati dagli scambiatori. Tutto ciò, in associazione alla detenzione ed al possesso degli utenti di criptovalute.

A tal riguardo, esistono sistemi alternativi per poter trattare su assets crypto?

Sì, una delle metodologie alternative è rappresentata dalla presenza di broker professionali di negoziazione CFD, come ad esempio eToro. Vanta un database con oltre 28 criptovalute disponibili e funzionalità uniche, come ad esempio il Copy Trading per copiare reali esperti con un semplice click.

Exchange Liquid Global: L’attacco hacker nel dettaglio

Entrando nel dettaglio della questione, l’Exchange Liquid Global avrebbe indicato la violazione nel dettaglio, andando a confermare un vero e proprio attacco sui sistemi di protezione e di tutela della piattaforma.

Così facendo, gli hacker malintenzionati, avrebbero avuto la possibilità di allontanarsi con un bottino sostanzioso, corrispondente a circa 80 milioni di dollari. Un valore che poche volte abbiamo avuto modo di visionare all’interno di attacchi informatici ai danni di un exchange professionale e conosciuto in tutto il mondo.

Quanto agli indirizzi, la stessa società avrebbe sin da subito provveduto ad indicare i relativi codici alfanumerici legati all’accaduto. Tutto ciò non soltanto per mettere in chiara luce l’evento, ma anche per permettere a chi di competenza e ad altri operatori, di poter avviare quante più indagini possibili in merito.

Indagini che sarebbero state avviate in primo luogo proprio dall’Exchange Liquid Global nel corso delle ultime ore. Una delle prime piattaforme similari ad aver commentato l’accaduto, è stato KuCoin, direttamente tramite il suo CEO Johnny Lyu. Lo stesso avrebbe dichiarato, sempre all’interno di un post su Twitter, di aver inserito i medesimi indirizzi nella lista nera.

Nonostante la società non abbia ancora ufficializzato all’interno del post iniziale il numero preciso di criptovalute violate, sulla base degli stessi indirizzi mostrati, gli assets crypto in questione riguarderebbero da vicino Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Ripple (XRP) e Tron (TRX).

Una notizia che va ad aggiungersi ai tanti attacchi subiti nel settore (anche su altri exchange rinomati) nel corso degli ultimi anni, ed anche in questi primi mesi del 2021.

Conclusioni

Ricordando quanto esposto in precedenza, oltre alla presenza degli exchange, che come intuito si basano sulla custodia e detenzione degli strumenti crypto dopo averli acquistati, ad oggi risulta presente una seconda metodologia, basata su strumenti derivati.

Gli stessi, chiamati anche CFD, ossia contratti per differenza, permettono ai traders di poter aprire posizioni sulle principali criptovalute mondiali, senza tuttavia possederle in modo fisico. Ne derivano subito alcune considerazioni:

  • Non viene richiesto alcun Wallet, ossia alcun portafoglio di archiviazione e di custodia;
  • Viene data la possibilità di agire sia al rialzo che al ribasso, ossia utilizzando la cosiddetta vendita allo scoperto;
  • Nessun costo fisso: i migliori broker di CFD, non applicano costi fissi, esponendo in modo chiaro e dettagliato solamente la presenza di bassissimi spread.

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