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Dopo il blocco sullo SWIFT potrebbe la Russia utilizzare lo Yuan Digitale?

Pubblicato: 1 Marzo 2022 di Francesco

Dopo il blocco sullo SWIFT inflitto alla Russia da parte dell’Europa e da molti altri Stati mondiali, Putin avrà necessariamente bisogno di andare alla ricerca di soluzioni concrete e rapide per poter ottenere risorse.

La guerra in Ucraina imperversa ormai da diversi giorni e le decisioni du Putin, sul tavolo a confronto con quelle del presidente dell’Ucraina, non sembrerebbero aver ancora trovato un punto in comune accordo. Così facendo, le sanzioni e le restrizioni all’economia Russa hanno continuato ad essere aggiunte.

Fra le ultime, nel corso degli ultimi giorni, il ban della Russia al principale sistema interbancario sulle telecomunicazioni e transazioni di grandi capitali (per l’appunto lo SWIFT). In tutto ciò, quali potrebbero essere le soluzioni alternative allo SWIFT per il presidente russo? Può a tal riguardo lo Yuan digitale rappresentare un asset chiave?

Notizia che avremo modo di definire nel dettaglio nel corso dei paragrafi successivi, in una news che si intreccia anche con il comparto crypto, altra ipotesi avanzata da esperti ed analisti. Comparto che, per le crypto più importanti, puoi individuare su broker autorizzati dal calibro di eToro (piattaforma professionale e di ultima generazione).

Dopo il blocco sullo SWIFT Putin va a caccia di alternative

La situazione dopo il blocco sullo SWIFT in Russia ha portato appassionati ed esperti a chiedersi quali soluzioni la nazione orientale possa attuare per effettuare transazioni di grossa portata. Molte ipotesi sono state così avanzate anche da tabloid e giornali internazionali.

In primo luogo, troviamo un sistema interno, appositamente strutturato dalla Russia nel corso degli ultimi anni e che detiene già una considerevole fetta in percentuale sulle transazioni nel territorio. Prende il nome di SPFS, ossia acronimo di System of Transfer of Financial Messages.

In secondo luogo, troviamo invece un sistema estero, in questo caso messo a disposizione dalla Cina. Prende il nome di CIPS, ossia Cross-Border Interbank Payment System, basato sulla valuta cinese ed integrato attualmente su più di 1200 istituti mondiali. Rappresenta una valida alternativa, viste le funzionalità simili allo SWIFT.

Lasciando per un attimo le soluzioni centralizzate, quindi legate nello specifico a sistemi privati e governativi, nel corso di un nostro precedente esposto, abbiamo avuto modo di focalizzare l’attenzione sul possibile utilizzo del Bitcoin (inteso in questo caso come network per gli scambi ed asset per transazioni).

Aspetti che devono in ogni caso tenere a mente il singolare rapporto della Russia con il mondo delle criptovalute (considerando anche le recenti volontà del governo di apporre nuove restrizioni sulle stesse). A metà strada fra sistemi centralizzati e monete digitali, troviamo invece l’uso dello Yuan digitale, ossia la valuta non fisica proposta dalla Cina negli ultimi tempi.

Sullo stesso, diverse scuole di pensiero, che se da una parte risultano legate alla vicinanza ed agli stretti rapporti fra la Russia e la Cina, dall’altra vedono uno Yuan digitale ancora relativamente nuovo (primi utilizzi concreti proprio nel 2022) e per molti esperti non pronto per colossali casi transfrontalieri.

Conclusioni

Notizia odierna, che si intreccia quindi in modo diretto anche con il settore delle criptovalute, che (almeno per adesso) ha continuato a rappresentare uno spettatore esterno, senza essere integrato realmente in notizie di grande portata connesse alla guerra.

Tutto ciò su un comparto che, proprio nella giornata di ieri, ha avuto modo di mostrare diverse evoluzioni e diversi sviluppi, uno fra tutti sul Bitcoin. Il BTC, aveva infatti avuto modo di ottenere nuovi punti di massimo settimanali, rompendo dapprima il muro dei 41.000 dollari e successivamente dei 43.000 per unità.

Un’andamento che puoi visionare in modo diretto all’interno dei migliori siti e sulle principali piattaforme di scambio su asset crypto. Uno dei broker più conosciuti nel settore, è eToro (qui la pagina ufficiale). Rappresenta un operare ibrido, ossia a metà strada fra un exchange ed un broker di CFD.

Sullo stesso Bitcoin, permette infatti di agire in due modi differenti, a seconda degli interessi del singolo trader:

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