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Criptovalute: la Cina dice che non hanno fondamento legale

Un’associazione regolamentata presente in Cina, focalizzata in finanza digitale, ha rilasciato un nuovo comunicato, avvisando gli investitori delle attività di trading con le criptovalute.

In uno statement rilasciato durante la giornata di oggi, dall’Associazione Nazionale di Finanza Internazionale Cinese (NIFA) ha affermato che le criptovalute come il bitcoin sono diventate uno strumento di speculazione tra gli investitori, ma anche un mezzo di pagamento per la raccolta di fondi illegali ed il riciclaggio di denaro. Sebbene la NIFA sia un’organizzazione di autoregolamentazione e non un’agenzia di regolamentazione, è stata creata per la prima volta nel 2015 dalla Banca popolare cinese e approvata dal Consiglio di Stato.

Il rilascio arriva poco più di due settimane dopo che il NIFA ha pubblicato un avvertimento sulle offerte iniziali di monete (ICO), che in seguito è stato seguito da un divieto del modello di finanziamento da parte delle autorità di regolamentazione cinesi. Gli scambi e altri servizi focalizzati sulle ICO si sono poi adoperati per fermare le operazioni o interrompere completamente a seguito di tale decisione. Si è trattato di uno dei motivi principali che hanno visto il crollo generalizzato delle criptovalute.

L’avviso è arrivato giorni dopo che sono emerse notizie che i regolatori in Cina si stanno muovendo verso nuove restrizioni sugli scambi di criptovalute e servizi annessi del paese. Finora, però, nessun annuncio ufficiale è stato fatto né dalla Banca Popolare cinese né da altre agenzie all’interno del governo.

I maggiori exchange in Cina, tra cui Huobi, BTCC e OKCoin, continuano tuttavia ad operare, mentre altri stanno uscendo dal mercato a causa delle preoccupazioni circa la normativa.

Sull'autore

Andrea Lagni

Giornalista pubblicista dal 2016. Laureato in Informatica. Appassionato di Criptovalute dal 2015.

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