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Criptovalute in Vietnam: al via la sperimentazione come exchange primario

Dopo la proposta della Borsa delle Filippine, anche il Vietnam si candida tra i paesi che vogliono istituzionalizzare lo scambio di criptovalute.

In questo caso, la scelta del Vietnam di diventare exchange primario, porterebbe alla prima fusione tra exchange crypto e Borsa tradizionale nazionale.

Parliamo di un paese di circa 98 mila abitanti, con un’economia ed un piano nazionale di sviluppo che puntano all’innovazione attraverso AI, big data ed ovviamente le criptovalute.

Qual è il “piano” del Vietnam in tema di criptovalute? Facciamo un attimo il punto della situazione e vediamo a che punto si trovano le iniziative dell’ennesimo paese che ha detto si alla finanza decentralizzata.

Vietnam e criptovalute: il punto della situazione

Attualmente il progetto di legalizzazione delle criptovalute in Vietnam si trova ancora in una fase embrionale.

La State Bank of Vietnam ad oggi non riconosce ancora Bitcoin o le altre crypto come un metodo di pagamento legale. C’è però da dire che la strada, mira dritto verso quella direzione.

Il ministero delle finanze vietnamita ha infatti appena istituito un gruppo di ricerca, formato da 9 membri e guidati dal Vicepresidente della Commissione per i titoli di Stato.

L’obiettivo prioritario del gruppo, è quello di studiare l’intero settore degli asset virtuali e proporre possibili politiche in merito.

Insomma dopo aver vietato i pagamenti in Bitcoin nel 2018, il Vietnam fa retro-front e cerca di arrivare pronto all’inarrestabile ed inevitabile confronto con il mondo DeFi.

Vietnam ed exchange di criptovalute

Fino a questo momento, in tema di legislazione della finanza decentralizzata, in Vietnam non sono stati ancora fatti molti passi avanti.

Nel 2017 il Paese era già favorevole al riconoscimento legale delle crypto, ed era già stato predisposto un piano per creare un quadro giuridico dedicato.

Dall’anno successivo i pagamenti con Bitcoin e simili è stato reso illegale, per proteggersi dal rischio di riciclaggio.

In buona sostanza i privati potevano continuare a fare investimenti in criptovaluta, ma non utilizzarle per l’acquisto di beni e servizi. Regolamentazione che è rimasta del tutto invariata fino ad oggi

A gennaio 2021 gli exchange di criptovalute Binance e Paxful hanno però lanciato ufficialmente la prima piattaforma peer-to-peer per il trading crypto che supporta anche il Dong, la moneta a corso legale in Vietnam.

Una iniziativa che ha già riscosso discreto successo, ma che fino a questo momento resta non regolamentata da alcun quadro normativo.

Note Finali

In definitiva l’acquisto e la negoziazione di criptovalute in Vietnam non è bandita. Il Paese sta però facendo i primi passi verso un pieno riconoscimento ed utilizzo delle criptovalute, anche come metodo di pagamento.

Anche se la strada da fare è ancora lunga, l‘interesse intorno alle crypto è molto alto e il governo si sta muovendo verso l’integrazione dei progetti DeFi.

Fintanto che anche il Vietnam non entrerà a far parte dei Paesi che riconoscono Bitcoin e le altre crypto come moneta a corso legale, non resta che continuare ad investire piuttosto che comprare coin.

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Sull'autore

Giancarla Basile

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