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Criptovalute, ICO e il ban in Cina

La direzione che sta prendendo la Cina in questo ultimo periodo è certamente molto preoccupante per tutto il mondo delle criptovalute, ed uno dei principali motivi che sta mettendo i freni all’andamento delle criptovalute, che si trovano in una fase di lateralità in queste ultime settimane.

Nove mesi dopo la prime avvisaglie indirizzate agli exchange del Bitcoin, la Banca Centrale della Cina ha nuovamente portato i mercati delle criptovalute al ribasso durante la scorsa settimana.

Questa volta, il focus si è spostato sulla “nuova moda” delle criptovalute: le Initial Coin Offerings. Durante il 4 Settembre, la People’s Bank of China (PBoC) ha emesso un comunicato, affermando che le vendite di token è “illegale e pericoloso per la stabilità economica e finanziaria”.

Gli analisti hanno incolpato questo divieto per il seguente declino nei mercati delle criptovalute, che ha cancellato praticamente 35 milioni di capitalizzazione totale in praticamente soli 4 giorni. Al momento il Bitcoin sta crollando a peso morto sotto il livello dei 4000 dollari.

Anche se potrebbe sembrare drastico, il ban era ormai nell’aria da diverso tempo. Il mercato sembra comunque in procinto di rimbalzare da questo shock momentaneo.

L’obiettivo della Cina

Il mercato finanziario Cinese è dir poco enorme, in continuo aumento e a dir poco difficile da controllare. Inoltre, la rapida crescita dell’innovazione e della portata hanno dato origine a bolle in una vasta gamma di asset class. Si tratta di un problema estremamente grande.

Sono presenti miliardi e miliardi di dollari di prodotti finanziari opachi, con poca regolamentazione, moltissima mentalità “diventa ricco subito” e si finisce con l’avere una bomba ad orologeria di truffe che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. Data l’importanza che la politica dà alla stabilità sociale, specialmente in questo periodo che precede il 19° Congresso Nazionale, è ovvio che i regolatori si sarebbero mossi, in un modo o nell’altro.

Tuttavia, il mercato delle ICO in Cina è relativamente piccolo rispetto all’economia totale, ma continua ad accelerare. Soltanto durante questi primi 7 mesi dell’anno, 65 ICO hanno ricevuto circa 400 milioni di dollari USA.

Tuttavia la Cina è uno di quei paesi più avanzati tecnologicamente (sopratutto nei sistemi di pagamento), e questo divieto potrebbe venir presto rimosso (o almeno messo in pausa) per far fronte alla sempre più grande richiesta di blockchain, criptovalute e ICO.

Sull'autore

Andrea Lagni

Giornalista pubblicista dal 2016. Laureato in Informatica. Appassionato di Criptovalute dal 2015.

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