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Criptovalute e tassazione: 26% su plusvalenze con la legge di bilancio 2023

Pubblicato: 2 Dicembre 2022 di Francesco

Le questioni in ambito criptovalute e tassazione sono da sempre state un argomento poco discusso e trattato dalla giurisdizione italiana. Con le nuove proposte della legge di bilancio 2023, il governo sta cercando di dare una svolta alle disposizioni in materia.

Nel mirino dei governatori, soprattutto la dichiarazione di chi possiede criptovalute, come ad esempio il Bitcoin e l’eventuale tassazione derivante dalle plusvalenze. Ricordiamo brevemente che per plusvalenza si intendano gli ipotetici profitti derivanti dalle attività.

Facendo un rapido esempio, se un investitore acquista una certa quantità di BTC, ottenendo con il passare dei mesi profitti derivanti dal suo investimento, allora le imposte stabilite dal regolamento e dal quadro normativo si attuano solo su quel mark up (non su tutto il capitale).

Prima di approfondire le nuove idee del governo italiano, risulta quindi indispensabile ricordarti che un buon broker che non funge da sostituto di imposta e che ti permette di ottenere report completi per calcolare facilmente imposte e tasse, è eToro.

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Criptovalute e tassazione: le nuove disposizioni in Italia

Vediamo a questo punto di scendere nel dettaglio e di comprendere da vicino le nuove disposizioni in Italia in materia di criptovalute e tassazione. La bozza di bilancio 2023 che è stata di recente proposta dal governo tratta tantissimi punti, molti anche sulle criptovalute.

I beni digitali, come ad esempio il Bitcoin, hanno sempre seguito regole non proprio chiare nel corso degli ultimi anni, senza rientrare in categorie specifiche e ad hoc. La proposta rappresenta ancora una bozza e dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1 gennaio del 2023.

Partendo dalle informazioni più importanti, le attività su criptovalute ed anche su strumenti affini, vengono trattate dal dettagliato dall’articolo 30 e le loro plusvalenze sono ricondotte per giurisdizione nella voce dei “redditi diversi”.

Alle plusvalenze stesse si applica un’imposta del 26%, con un iter che prevede inoltre le consuete procedure di dichiarazione dei redditi ed inserimento delle voci negli appositi riquadri. Fra le novità più importanti troviamo il tetto massimo sulla tassazione.

Nello specifico, le attività che generano fino a potenziali 2.000 euro non dovranno essere tassate. Seconda novità importante, è invece l’obbligo di dichiarare la voce nel riquadro RW, per garantire al fisco un corretto monitoraggio.

Terza disposizione rilevante da dover considerare, è la non più rilevanza fiscale delle operazioni crypto to crypto, ossia di scambio fra due diverse criptovalute (ad esempio Bitcoin in Ethereum, oppure Ethereum in Bitcoin).

Questa terza decisione mette finalmente in chiara luce la reale valenza delle criptovalute, che molto spesso, da pregresse interpretazioni giuridiche, venivano considerate vere e proprie valute estere e quindi trattate come tali in riferimento a tutti i processi normativi.

Criptovalute e tassazione in Italia: novità anche per chi non ha mai dichiarato

Novità importanti arrivano anche per tutti coloro che hanno nel corso degli anni posseduto criptovalute, o effettuato attività legate al settore delle criptovalute, senza aver tuttavia mai dichiarato nulla al fisco e senza aver mai pagato imposte e tasse.

In questo caso la legge di bilancio 2023 cerca di supportare questi investitori, dando la possibilità di chiarire le proprie posizioni. Per regolarizzare la posizione fiscale (solo per chi rientra in appositi casi di mancata dichiarazione), si avrà l’opportunità di presentare una specifica dichiarazione.

Nella dichiarazione dovranno essere indicati i possedimenti di tutti gli anni di imposta, applicando una sanzione pari al 0,5% sul valore complessivo delle attività crypto non dichiarate. In caso di profitti, sarebbe inoltre richiesta anche l’applicazione di un’imposta sostitutiva.

Note finali

Giunti al termine del nostro approfondimento, ricordiamo ancora una volta l’importanza di seguire tutte le disposizioni vigenti in materia di fisco e tasse, onde evitare di incappare in sanzioni pecuniarie negli anni in avvenire.

Risulta quindi opportuno imparare a controllare, verificare e tenere sempre a portata di mano tutti i documenti necessari per compilare la dichiarazione dei redditi e per calcolare l’imposta del 26% sulle plusvalenze generate, ossia dagli eventuali profitti.

Una delle migliori piattaforme, con reali licenze ed autorizzazioni, a mettere sempre a disposizione report completi sulle attività, è eToro. Dopo aver svolto gli investimenti sulle criptovalute di interesse, si può sempre scaricare un ottimo resoconto completo ed aggiornato.

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