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Cripto economia: cos’è e come funziona

Il termine criptoeconomia sta causando molta incertezza nei confronti delle persone e spesso non tutte le persone sono realmente al corrente di come questo sistema funzioni o meno.

La parola stessa potrebbe sembrare infatti “ingannevole”, in quanto sembrerebbe suggerire che esiste una versione parallela dell’economia per le criptovalute. In realtà non esiste niente di tutto ciò.

Che cos’è la Criptoeconomia

In parole povere, la criptoeconomia è l’utilizzo di incentivi e della criptografia per creare nuove tipologie di sistemi, applicazioni e network. La criptoeconomia viene specificatamente utilizzata per creare nuovi progetti, ed ha molti aspetti in comune e con la progettazione del meccanismo, un campo nell’economia e nella teoria dei giochi che ha un approccio ingegneristico per progettare meccanismi economici o incentivi, verso obiettivi desiderati, in ambienti strategici, dove i giocatori agiscono razionalmente.

La crittografia non è un sottoinsieme dell’economia, ma piuttosto un’area di crittografia applicata che tiene conto degli incentivi economici e della teoria economica. Bitcoin, Etereum, Zcash e tutte le altre criptovalute sono prodotti della criptoeconomia.

La crittografia è ciò che rende interessante la blockchain, che alla fine è ciò che differenzia le criptovalute dalle altre tecnologie. Come si può evincere del white paper di Satoshi, abbiamo imparato che attraverso la combinazione intelligente di crittografia, teoria di networking, informatica ed incentivi economici vari è possibile costruire nuove tipologie di tecnologie. Questi nuovi sistemi criptoeconomici possono realizzare cose che queste tecnologie non potevano realizzare da sole. Le varie tipologie di blockchain sono solo un nuovo prodotto di questa nuova scienza pratica.

Bitcoin è un prodotto della criptoeconomia

L’innovazione principale del Bitcoin è che consente a molte entità che non si conoscono, di raggiungere il consensus della blockchain del Bitcoin. Questo viene raggiunto grazie ad una combinazione di incentivi economici e di strumenti crittografici di base.

La struttura del Bitcoin si basa principalmente su una serie di incentivi e penalizzazioni. I premi economici vengono utilizzati per dare ai miners la loro ricompensa per mettere in sicurezza tutta la rete.

A far parte della rete di sicurezza del Bitcoin, sono presenti anche i costi economici e le penalizzazioni. Il modo più ovvio per attaccare il sistema sarebbe quello di prendere il controllo di una maggioranza della potenza di calcolo del network – il cosiddetto attacco al 51% – che consentirebbe dunque all’hacker di censurare transazioni oppure di cambiare gli stati passati della blockchain.

Tuttavia, prendere il controllo della potenza di hashing della rete costa moltissimo, sia in termini di hardware che di elettricità. Il protocollo del Bitcoin ha intenzionalmente reso il mining sempre più difficile, e questo significa che per ottenere il controllo della rete necessiterebbe, ad oggi, di una potenza di hashing pari al 51%, che sarebbe dunque 1.88 miliardi di dollari in hardware e 3.4 milioni di dollari in elettricità ogni giorno.

Senza questi incentivi economici ben calibrati, il Bitcoin non riuscirebbe a sopravvivere. Se il mining non fosse stato così difficile, sarebbe stato estremamente semplice lanciare un attacco del 51% alla rete. Se non ci fossero state delle ricompense per il mining, non ci sarebbe stata un’industria intera di persone desiderose di comprare hardware e pagare per elettricità per contribuire alla rete.

Sull'autore

Andrea Lagni

Giornalista pubblicista dal 2016. Laureato in Informatica. Appassionato di Criptovalute dal 2015.

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