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Corea del Sud indagherà su Bithumb Exchange: quali sono i timori?

Pubblicato: 11 Gennaio 2023 di Francesco

La Corea del Sud indagherà su Bithumb Exchange per verificare se lo stesso istituto stia o meno procedendo nel pieno rispetto delle politiche fiscali locali. Una notizia dirompente e che si somma alla miriadi di controlli che nelle prime giornate di questo 2023 sono state avviate sui principali scambiatori mondiali.

Secondo le ultimissime indiscrezioni, il National Tax Service (NTS) locale, ossia l’ente d’eccellenza preposto alla vigilanza ed al controllo, avrebbe messo nel proprio mirino Bithumb Korea e Bithumb Holdings, nonché il noto proprietario Kang Jong-hyeon.

Come descritto nelle fasi preliminari, si tratterebbe di una vera e propria “indagine fiscale speciale”, condotta attraverso un team di esperti in materia, che avranno l’arduo compito di verificare il corretto funzionamento delle procedure fiscali e contabili del colossale gruppo internazionale.

I funzionari hanno inoltre aperto pagine di indagini non soltanto sul proprietario, bensì anche sulla sorella dello stesso, ossia Kang Ji-yeon. Aspetti che mettono nuovamente in luce la delicatezza del settore degli exchange e portano sempre gli investitori a chiedersi di quali operatori fidarsi.

Da dove partire?

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Corea del Sud indagherà su Bithumb: tutte le questioni fiscali

Scendendo nel dettaglio sulla Corea del Sud che indagherà su Bithumb, è stato di recente esposto che il 4° Bureau of Investigation del Servizio fiscale regionale di Seoul, avrebbe avviato una vera e propria indagine per scoprire eventuali evasioni fiscali della società.

L’NTS potrebbe quindi verificare tutti gli aspetti contabili del gruppo, focalizzando l’attenzione soprattutto sulle transazioni internazionali e nazionali. Alcuni sospetti sono inevitabilmente ricaduti anche sui principali uomini al vertice della suddetta società.

Secondo le ultime analisi, Kang Jong-hyeon dovrebbe essere l’azionista di maggioranza di Bithumb. Lo stesso imprenditore, avrebbe tuttavia nel corso degli ultimi anni registrato i suoi possedimenti sotto forma di immobili, auto a nome dei fratelli e su altri interessi commerciali.

Curioso sottolineare come già in passato l’ente di vigilanza aveva colpito l’exchange. Nel 2018, avevano ottenuto ben 64 milioni di dollari di imposte sul reddito. Cosa succederà adesso ad uno degli exchange più utilizzati ed al contempo discussi della nazione?

Per adesso il gruppo avrà l’obbligo di mettere tutto nero su bianco e di consegnare alle autorità di competenza tutti i documenti contabili. Al fine delle indagini si saprà se Bithumb dovrà o meno restituire imposte sulla base dei propri profitti e redditi ottenuti.

Intanto che le indagini continuano a mostrare aggiornamenti, diversi utenti della piattaforma hanno manifestato preoccupazione. Eventi del genere creano sempre dubbi e problematiche, poiché i clienti si domandano se l’operatore selezionato stia o meno agendo in modo lecito.

Considerazioni finali

Giunti alle battute finali della nostra news, è bene tenere a mente come indagini di questo tipo siano ultimamente molto ricorrenti, soprattutto sugli scambiatori con una media capitalizzazione di mercato. La presenza di un settore saturo, mette in difficoltà gli investitori interessati ad operare sulle proprie criptovalute di interesse.

Quali sono gli aspetti da dover considerare? Un importante punto di partenza è la scelta di piattaforme autorizzate, che rispettano a pieno le direttive locali e che tutelano al massimo i propri utenti registrati. È inoltre importante optare su operatori mai in situazioni di difficoltà e con tutte le carte in regola.

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