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Consob blocca Binance: via libera invece alle negoziazioni su eToro

Nuovo scontro sul fronte delle criptovalute, e mentre Consob blocca Binance, si riaccende la discussione sulla regolamentazione degli exchange di criptovalute.

Non tutti hanno preso con il giusto atteggiamento il fatto che ad oggi Binance, uno dei migliori exchange di criptovalute a livello mondiale, si ritrovi a dover affrontare una vera e propria battaglia legale.

Ed ecco che per “sostenere” l’exchange c’è chi ha addirittura tirato in ballo il broker eToro, e millantando una disparità di trattamento.

Onde alimentare critiche sterili quanto inutili, facciamo un analisi della situazione, in modo da chiarire una volta per tutte cosa può o non può fare un exchange di criptovalute e quali sono i limiti operativi che lo distinguono rispetto ad un broker.

Exchange vs Broker

Per definizione un exchange di criptovalute è in intermediario che dietro pagamento di una piccola commissione permette di acquistare e vendere monete digitali. Questo significa che permette di scambiare il proprio denaro o i propri coin, con token come: Bitcoin, Ethereum, Litecoin e molti altri.

Cosa fa invece un broker? Si tratta di un professionista o società che esegue transazioni finanziarie per conto di terzi, su un ampio ventaglio di asset. Il che significa che ha facoltà di operare su mercati differenti, tra cui: azioni, forex, materie prime ed anche criptovalute.

Qual è la differenza? Oltre alla diversa gamma di prodotti offerti, la sostanziale differenza tra i due intermediari sta nella regolamentazione.

I Broker, per poter operare sui mercati, sono tenuti al rispetto di regole e all’ottenimento di una o più licenze, in base alle aree geografiche in cui intendono erogare i propri servizi. Gli exchange di criptovalute, almeno per il momento, no!

Questo ovviamente pone un broker ed un exchange, in due posizioni diverse rispetto al mercato, sia in termini servizio che di tutela per i consumatori.

Perché Consob blocca Binance, ma non eToro

A questo punto le ragioni che hanno portato Consob a bloccare Binance, lasciando invece ad eToro e agli altri broker la piena possibilità di agire, dovrebbe essere chiara. Tuttavia, preferiamo scendere ulteriormente nel dettaglio.

Partiamo dal fatto che al momento, l’intero mondo delle criptovalute non ha una regolamentazione unitaria a livello globale.

Questo significa che l’operatività degli exchange, si muove più che altro sul senso di responsabilità della singola società.

Le grandi piattaforme come Binance sono comunque tenute ad agire secondo correttezza e trasparenza, ma l’assenza di un quadro regolamentare ha già portato ad episodi di mancata tutela dei consumatore.

Parliamo ovviamente della class action degli investitori Italiani che hanno fatto causa a Binance per i down della piattaforma mai risarciti. Da quel momento Binance ha gli occhi di Consob e non solo puntati addosso.

Quasi tutti gli enti di vigilanza sui mercati, stanno chiedendo spiegazioni, e la perplessità è sempre la stessa. Si teme che l’exchange abbia offerto ai suoi clienti, una tipologia di prodotti (Futures) che almeno su territorio europeo, può commercializzare solo un intermediario con licenza.

Note Finali

Se c’è una lezione che ci portiamo a casa dopo questa vicenda è che l’azione di Consob e delle diverse Autority non è casuale, e soprattutto che non si muove sulla base di un pregiudizio o un capriccio.

Tempi duri quindi per Binance, ma di certo un passo avanti in termini di sicurezza degli investitori che volendo comprare o negoziare in criptovalute hanno sempre la possibilità di rivolgersi a piattaforme sicure e regolamentate come eToro.

Quali sono dunque i vantaggi di operare su eToro anziché sugli exchange? Oltre alla tutela della regolamentazione, che a questo punto dovrebbe essere assodata, c’è un vantaggio anche in termini di: scelta, gestione del rischio ed economicità.

eToro offre infatti la possibilità di scegliere ed acquistare Bitcoin e le migliori crypto al pari di un exchange, ma anche di negoziarle con i CFD.

Uno strumento di investimento che non prevede commissioni fisse, e che grazie alla vendita allo scoperto, permette di guadagnare sulle criptovalute anche quando il prezzo dei token scende.

Insomma un’alternativa decisamente più profittevole per investire sulle criptovalute senza correre inutili rischi.

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Sull'autore

Giancarla Basile

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