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Compressione del Mercato: La linea dei 40.000 sarà il minimo per BTC?

Pubblicato: 12 Gennaio 2022 di Francesco

Le prime giornate del 2022, anno che per molti settori viene associato ad un periodo di ripartenza, non ha portato buone nuove, almeno fino ad oggi, al Bitcoin ed al comparto complessivo delle criptovalute all’interno del settore. La compressione del mercato su diversi asset ha portato esperti ed analisti ad avanzare proprie considerazioni.

Il comparto crypto, checché se ne dica delle corse al rialzo mostrate molte volte da tantissimi asset, è altresì costernato da periodi al ribasso, definiti di correzione. È proprio la volatilità e la legge della domanda e dell’offerta sul mercato a dettare compressioni di mercato, o estensioni, in modo mai prevedibile al 100%.

Le due criptovalute più analizzate, al di fuori della miriade di asset crypto di nuovissima generazione, sono ancora il Bitcoin (BTC), al primo posto nella classifica di market cap, e l’Ethereum (ETH), al secondo posto, subito dopo la criptovaluta più longeva.

Il ribasso mostrato dal Bitcoin, rispetto ovviamente ai suoi punti di massimo registrati nel 2021, ha alterato anche lo stesso livello di capitalizzazione. Avremo modo di approfondirlo nel corso delle righe successive, ricordando altresì come lo stesso asset sia ad oggi listato su exchange e broker di fama mondiale, come ad esempio eToro.

Compressione del mercato: giù anche il marker cap generale sul comparto crypto

Ricollegandoci a quanto esposto in precedenza, impostando un grafico annuale, è possibile constatare una perdita pari al circa 15% del valore di Bitcoin (BTC) nel corso della prima settimana del mese di gennaio (ossia la prima del 2022).

In modo parallelo, essendo il Bitcoin un asset rilevante nel computo complessivo sul calcolo della capitalizzazione generale, la compressione del mercato ha riguardato anche il livello di capitalizzazione totalitaria.

Nello specifico, durante alcune sedute con quote attorno ai 40.000 dollari per unità, il market cap crypto era sceso al di sotto la soglia dei 2 trilioni di dollari. Asticella considerata anche psicologica all’interno del mercato, ma che mostrava in linea globale la crescita di un settore sotto l’aspetto del suo valore.

Singolare considerare, il raffronto che può essere effettuato in merito al valore del Bitcoin in questo stesso periodo di un anno fa. Nella giornata del 9 gennaio del 2021, il Bitcoin veniva scambiato all’interno dei principali exchange ed operatori al mondo con un valore pari a circa 40.192 dollari per BTC.

Adesso che il 2022 è appena iniziato, esperti ed appassionati continuiamo a tenere sotto controllo il sentiment sul Bitcoin, così come indici di paura ed altri parametri tecnici e fondamentali. I principali timori degli utenti rialzisti riguardano ovviamente eventuali nuovi ribassi, su livelli relativi ad una seconda soglia psicologica, ossia quella dei 30.000.

Tutto ciò in un contesto singolare anche per altre criptovalute storiche. Prendendo ad esempio in considerazione Ethereum (altro asset rilevante sul market cap), è stato possibile assistere ad un recupero oltre i 3.360 dollari per unità, dopo aver vacillato attorno alla soglia dei 3.000 dollari nel corso delle scorse giornate.

Conclusioni

Notizia – quella ad oggi esposta – che si ricollega in modo diretto un po’ a tutto il settore delle criptovalute, con un focus specifico nei riguardi degli asset più importanti e con maggiore valenza su compressioni del mercato, o estensione, nei riguardi della capitalizzazione.

Un comparto che, come anticipato nel corso dei paragrafi iniziali, può essere ad oggi individuato (per le criptovalute più importanti) all’interno di exchange (centralizzati o decentralizzati), così come su broker professionali. In quest’ultimo caso, uno dei broker più noti, è eToro (qui la pagina ufficiale).

Si pone ormai da diversi anni come reale punto di riferimento nel settore del trading online crypto, integrando all’interno della propria sezione più di 41 criptovalute con proprio valore e proprio andamento. Per ogni asset, viene messo a disposizione un comodo grafico in tempo reale, aggiornato attimo dopo attimo.

Quanto alle modalità operative, gli utenti registrati (su decine di strumenti), possono decidere di agire in modo diretto (ossia sul sottostante), oppure avviare negoziazioni con strumenti derivati (contratti per differenza). I CFD, a loro volta, permettono di aprire due posizioni sulla criptovaluta:

  • posizione al rialzo, che viene chiamata anche “di tipo long”, in ipotesi di aumento dei valori;
  • posizione al ribasso, che viene chiamata anche “di tipo short”, in ipotesi di diminuzione dei valori.

Il broker permette anche di iniziare con un comodo conto demo. Si tratta semplicemente di una modalità di prova, senza nessun costo e senza nessun obbligo iniziale. In altri termini, non viene richiesto alcun deposito di partenza e non si ha alcun limite di tempo.

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