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Cina e Bitcoin: perché è così odiato

È ormai ovvio che attualmente il più grave problema per le criptovalute, che minaccia la loro crescita, è il ban nei confronti delle ICO e le restrizioni sugli exchange del Bitcoin.

Sicuramente gli investitori nel settore del Bitcoin stanno cercando di leggere tra le righe di quello che sembra essere un vero e propri giallo delle criptovalute, dove tutto è nelle mani di Beijing e della loro prossima mossa.

Il processo decisionale della Cina è tutt’altro che trasparente, quindi si può solo speculare su quanto tempo le nuove restrizioni sugli scambi del bitcoin e sulle vendite di token possano durare.

Tuttavia, se osserviamo le azioni della Cina nel contesto delle sue più ampie intenzioni geopolitiche, possiamo almeno ottenere un quadro utile di ciò che è in gioco e le sfide e le opportunità a lungo termine che si vanno creando per l’industria crittografica e della blockchain.

I motivi principali per i quali la Cina è sempre più interessata alla Blockchain ma sempre meno al Bitcoin, sono svariati:

  1. La Banca Popolare Cinese è molto vicina all’emissione di una valuta digitale.
  2. Il desiderio della Cina di porre fine al dominio del Dollaro USA è sempre più forte. Insieme al Gruppo BRICS, la Cina potrebbe lottare per porre fine all’eccessivo dominio del Dollaro contro le altre valute.
  3. Nonostante lo scetticismo nei confronti del Bitcoin, la Cina è molto interessata alla tecnologia blockchain (su cui si basa il Bitcoin). Il ministro dell’IT Cinese sta lavorando a stretto contatto con un nuovo laboratorio blockchain.
  4. Con 900 miliardi di investimenti in oltre 64 paesi, la Cina ha la più grande infrastruttura e scambi commerciali al mondo, un modello per proiettare la sua potenza economica e politica oltreoceano.

È ovvio quindi che le motivazioni verso questo astio nei confronti del Bitcoin siano principalmente politiche. Le autorità Cinesi vedono quindi la tecnologia blockchain come uno strumento potenzialmente utile per disintermediare e promuovere i propri interessi regionali, soprattutto nel commercio. Dovrà essere fatto molto lavoro, ad esempio, per incorporare i contratti intelligenti, token e altri aspetti della tecnologia blockchain nei sistemi di gestione della catena di fornitura, per migliorare la condivisione delle informazioni e l’efficienza.

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Sull'autore

Andrea Lagni

Giornalista pubblicista dal 2016. Laureato in Informatica. Appassionato di Criptovalute dal 2015.

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