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Chi è Satoshi Nakamoto? Per Elon Musk potrebbe essere Nick Szabo

Effettuando semplici ricerche online, è possibile imbattersi in tantissime notizie attinenti chi è Satoshi Nakamoto, nel tentativo di svelare la sua identità.

Lo stesso nome, rappresenta effettivamente solamente un nickname e non corrisponde a nessuna persona fisica reale. Una cosa è tuttavia certa, lo stesso pseudonimo corrisponde all’ideatore del Bitcoin, ossia colui che il 3 gennaio del 2009 avrebbe aperto la strada al BTC, processando la prima Genesis Block.

Nel corso degli anni successivi, esperti ed analisti del settore hanno continuato a chiedersi chi potrebbe essenzialmente essere Satoshi Nakamoto. Nomi illustri sono stati esposti da esperti in materia, senza tuttavia trovare mai una conferma ufficiale, soprattutto da parte degli interessati.

Anche uomini famosi, dal calibro di Elon Musk, hanno più volte parlato in podcast ed interviste dell’ipotetico uomo che si potrebbe nasconde dietro al Nome di Nakamoto. Per lo stesso ingegnere miliardario, lo stesso potrebbe corrispondere alla persona di Nick Szabo.

Avremo modo di conoscerlo nel dettaglio nel corso del nostro approfondimento mirato, incentrato su un pezzo di storia del BTC. Criptovaluta ormai longeva, che può da anni essere individuata su broker professionali e regolamentati come ad esempio eToro.

Chi è Satoshi Nakamoto: Cosa c’entra Nick Szabo?

Alla domanda chi è Satoshi Nakamoto, nel corso degli ultimi anni, sono stati associati tantissimi papabili professionisti. Uno di questi, ricordato anche dall’imprenditore Elon Musk, sarebbe proprio Nick Szabo.

Per chi non lo conoscesse, Nick Szabo può ad oggi considerarsi uno dei maggiori scienziati informatici nella storia dell’era moderna. Può vantare una laurea in informatica, ottenuta sul finire degli anni 80 ed una laurea in giurisprudenza. Ricopre quindi anche il ruolo di giurista, vantando diversi anni di esperienza.

Nel corso della sua vita, ha partecipato attivamente a diversi progetti, anche legati al mondo della crittografia e delle valute digitali. Non a caso, viene considerato come uno dei primi fautori del termine ormai noto “smart contract” (ossia contratti intelligenti), che vanno per l’appunto ad unire concetti giuridici (sui contratti) con quelli informatici (sulla crittografia e blockchain).

Un secondo elemento caratterizzante del professionista, sarebbe la creazione di Bit Gold, termine iniziale che richiamerebbe molto da vicino la voce “Bitcoin”, che ad oggi milioni di persone conoscono in modo dettagliato.

Ancora, un terzo ed ultimo elemento che è stato ampiamente trattato ed accostato allo scienziato informatico, riguarderebbe lo stile di scrittura e di esposizione di Szabo, molto simile a quello utilizzato per il cosiddetto Whitepaper del Bitcoin (ossia il documento di sintesi sulla creazione della stessa valuta digitale).

Ad oggi che il Bitcoin ha compiuto 13 anni, come descritto in uno dei nostri ultimi approfondimenti, sono in tanti ad aver iniziato a chiedersi chi è Satoshi Nakamoto. Un’identità che resta tuttavia ancora ignota, soprattutto dopo le smentite da parte dello stesso Szabo sull’essere l’inventore diretto del BTC.

Il contributo di Szabo nel vasto settore della blockchain e della crittografia resta comunque considerevole ed apprezzabile sotto tutti i punti di vista.

Conclusioni

Dalla sua nascita da oggi, ossia dalla Genesis Block a queste prime giornate del 2022, la strada del Bitcoin è stata costernata da tantissimi cambiamenti, a loro volta associati sia al suo valore, sia alle funzionalità dello stesso strumento su altri progetti trasversali.

Il valore del Bitcoin, partito da una frazione di centesimi di dollari, ha avuto la capacità di superare nuovi target di periodo in periodo, seppure con un proprio grado di volatilità, fino a sfondare il muro dei 66.000 dollari per BTC nel corso del 2021.

La criptovaluta ha visto il suo listing all’interno di tantissimi exchange e broker online, i quali permettono ad oggi di negoziare sullo stesso asset in modo autonomo, con un computer o uno smartphone.

Uno dei primi broker ad aver listato il BTC all’interno della propria piattaforma è eToro (qui la pagina ufficiale). Lo stesso mette a disposizione una gestione altamente semplificata, su una piattaforma user friendly e rapida sotto tutti i punti di vista.

Per il Bitcoin, risulta disponibile sia l’acquisto dell’asset sottostante (agendo in modo diretto sulla criptovaluta) sia la negoziazione con contratti per differenza (ossia strumenti derivati che vanno a replicare fedelmente l’andamento del sottostante).

Si ricordano inoltre numerose altre caratteristiche sul broker, come ad esempio:

  • possibilità di gestire le attività anche tramite applicazione per dispositivi mobili;
  • grafici in tempo reale (sul Bitcoin e su tutti gli altri strumenti di negoziazione);
  • sezione tecnica;
  • conto demo, ossia una simulazione a tutti gli effetti, basata su capitali virtuali aggiunti dalla piattaforma stessa.

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Sull'autore

Francesco

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