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CEO di Binance accusato dalla CFTC per “evasione intenzionale”

Pubblicato: 28 Marzo 2023 di Francesco

La notizia del CEO di Binance accusato dalla CFTC per “evasione intenzionale” sta facendo il giro del mondo ed ha fin da subito creato colossali interazioni, nonché minime influenze anche sulla criptovaluta nativa dell’exchange, ossia Binance Coin (BNB).

Secondo gli ultimi rapporti, nella giornata di ieri, ossia 27 marzo 2023, la Commodities Futures Trading Commission, conosciuta anche con la denominazione “CFTC”, ha citato in giudizio sia Binance (exchange fra i più grandi al mondo), sia il suo amministratore, Changpeng Zhao.

Quali sono le accuse? Come accaduto molto spesso anche per altre realtà, l’ente accusa la società di aver offerto prodotti derivati da criptovalute non registrati negli Stati Uniti e quindi non in linea con le politiche e le leggi del Paese.

Un evento che crea sicuramente scompiglio sui mercati, ma soprattutto sul settore degli exchange, perché gli investitori si chiedono sempre più su quali piattaforme fare affidamento per portare avanti le proprie strategie di trading, o di investimento.

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CEO di Binance accusato dalla CFTC: ecco cos’è successo

La causa del CEO di Binance accusato dalla CFTC è stata intentata nella giornata di lunedì presso il tribunale degli Stati Uniti, precisamente nel distretto territoriale di Illinois. Il rapporto afferma diverse considerazioni, che il noto exchange dovrà cercare di smentire.

Nel dettaglio, la società avrebbe gestito operazioni di trading di derivati, offrendo così scambi di criptovalute specifiche, come ad esempio Bitcoin (ETH), Ethereum (ETH), Litecoin (LTC), nonché le stablecoin BUSD e USDT (Tether), che l’accusa ha indicato come merce (materie prime).

L’ente, ha inoltre indicato che la società ha molto probabilmente ordinato ai suoi dipendenti di falsificare e di coprire determinate operazioni, attraverso l’utilizzo di reti private virtuali, assimilabili alle VPN. CFTC accusa quindi Binance di:

  • violare le leggi sull’offerta di transazioni future, su “opzioni illegali su materie prime fuori Borsa”;
  • scarsa supervisione delle sue attività;
  • mancata registrazione come commerciante di specifici asset di negoziazione;
  • mancato inserimento di procedure KYC, o di processi antiriciclaggio, volti a conoscere chi opera con la piattaforma, così da poter tracciare anche gli spostamenti delle transazioni.

Notizie che hanno sin da subito portato sconvolgimenti sul mercato crypto, che ha mostrato un crollo del Bitcoin attorno al 3% ed una flessione negativa di BNB del circa 6% su base totalitaria. In un comunicato stampa, il consigliere capo della CFTC, ha indicato chat ed email interne.

Secondo l’accusa, il gruppo che gestisce l’exchange, avrebbe consigliato ai clienti USA di utilizzare diversi escamotage per eludere il sistema, basati sulle cosiddette VPN, che mascherano essenzialmente il vero indirizzo IP dell’utente. Può infatti leggersi che:

“Binance ha incaricato i clienti statunitensi di eludere tali controlli utilizzando [reti di privacy virtuale] per nascondere la loro vera posizione.”

Binance cerca di proteggersi dalle accuse

Subito dopo la notizia, per evitare il peggio, alcuni portavoce di Binance hanno cercato di proteggere l’azienda e di portare rapidamente acqua al loro mulino. Hanno così iniziato ad esporre tutte le procedure che il gruppo utilizzerebbe per essere in regola.

Uno dei tanti addetti, ha ad esempio esposto che Binance “fatto investimenti significativi negli ultimi due anni per assicurarsi che non ci siano utenti statunitensi attivi sulla nostra piattaforma”, mettendo a disposizione oltre 80 milioni di dollari, anche per allargare il team di conformità.

Il portavoce ha inoltre ribadito che l’ente è in continua collaborazione con CFTC e che l’exchange mantiene “blocchi per Paese per chiunque sia residente negli Stati Uniti, procedendo alla sospensione diretta di chiunque sia identificato come cittadino statunitense, indipendentemente da dove vive nel mondo!.

Bloccherebbe inoltre, previ opportuni controlli, i fornitori di telefoni cellulari statunitensi e gli eventuali indirizzi IP, nonché possibili conti bancari statunitensi sospetti. Il rapporto di CFTC ha tuttavia indicato diverse chat interne, ad oggi al vaglio degli inquirenti.

Quali potrebbero essere le conseguenze per la società? La CFTC chiede essenzialmente al tribunale di vietare a Binance altre violazioni del Commodity Exchange Act, oltre all’applicazione di divieti sull’offerta di negoziazioni e sanzioni pecuniarie amministrative e civili.

Note finali

La notizia di Binance e del CEO di Binance accusato dalla CFTC riapre ancora una volta il dibattito sulla considerazione delle criptovalute come asset da dover regolamentare. Le scuole di pensiero sono in ogni caso numerose.

C’è ad esempio chi indica gli asset crypto come vere e proprie commodities e chi invece gli assimila a titoli, da dover quindi registrare e trattare seguendo le stesse regole di un titolo azionario, o qualsiasi altro asset finanziario quotato su una Borsa.

In seconda battuta, eventi di questo genere creano sempre preoccupazione, perché gli utenti ed appassionati si chiedono su quali piattaforme fare affidamento. Parola d’ordine, è in questo caso “regolamentazione”. Se vuoi investire sul mercato crypto, devi optare su un broker con licenza.

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