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Bitzlato exchange chiuso dal Dipartimento di Giustizia

Pubblicato: 20 Gennaio 2023 di Francesco

Bitzlato exchange chiuso dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti rappresenta solo uno dei tanti eventi similari che abbiamo avuto modo di verificare nel corso degli ultimi mesi, anche in avvio di questo singolare 2023.

Il caso ha tuttavia dell’incredibile, perché nonostante la valenza quasi da exchange sconosciuto, la sua chiusura non è di certo passata inosservata. Questo perché gli eventi del 2022, come ad esempio il crollo dell’exchange FTX, nonché di altre realtà, ha ampiamente messo in allerta gli appassionati.

Secondo aspetto singolare, è poi l’errore che sarebbe stato fatto dal tribunale sulla denominazione dello stesso exchange Bitzlato accusato. L’annuncio ha così attirato sempre più l’attenzione della gente, in concomitanza di una perdita del BTC e dell’ETH del circa 5%.

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Bitzlato exchange chiuso: quali sono le accuse?

Come detto in precedenza, Bitzlato exchange chiuso è solo uno dei tanti scambiatori internazionali ad esser stato ufficialmente eliminato dal mercato. Per chi non lo conoscesse, anche per via della sua poca notorietà, si tratta di un exchange di criptovalute registrato ad Hong Kong.

Gestito dall’imprenditore Anatoly Legkodymov, conosciuto anche con lo pseudonimo di “Gandalf”, ha subito diverse accuse, che hanno portato anche all’arresto del fondatore, ubicato in quel momento a Miami.

Fra le diverse accuse da parte degli inquirenti, una nello specifico riguarderebbe l’elaborazione dell’exchange di 4,5 miliardi di dollari in transazioni crypto. Di queste, una percentuale considerevole, pari a circa 700 milioni di dollari, sarebbe confluita nel “mercato oscuro” Hydra.

Oltre ciò, una grande fetta degli introiti sarebbe provenuta da investitori americani e quindi la società avrebbe dovuto rispettare le “tutele normative statunitensi”. Si è anche scoperto che Bitzlato operava senza le opportuno procedere di riconoscimento dei clienti (KYC).

Il vice Procuratore Generale, dopo la conferma, ha ricordato che:

“Le azioni di oggi inviano un messaggio chiaro: sia che tu violi le nostre leggi dalla Cina o dall’Europa – o abusi del nostro sistema finanziario da un’isola tropicale – puoi aspettarti di rispondere dei tuoi crimini all’interno di un’aula di tribunale degli Stati Uniti”.

È stato altresì suggerito come l’indagine su Bitzlato sia stata avviata, o meglio resa ancora più celere, dal sequestro dei documenti di Hydra avvenuto nel 2022. Secondo ricerche condotte da esperti, Bitzlato era la seconda più grande fonte di volumi per Hydra.

Al primo posto si troverebbe invece il noto exchange Binance. Ciò ha portato gli appassionati a chiedersi se fra i documenti sequestrati saranno o meno presenti transazioni anche fra queste due realtà e se le autorità avranno modo o meno di approfondire anche i rapporti con Binance.

Note finali

Giunti alle battute finali del nostro piccolo approfondimento, è bene ricordare come nel corso del 2021 e 2022 siano stati chiusi decine di scambiatori, a media ed alta capitalizzazione e con volumi sugli scambi anche molto considerevoli.

Questo ha ampiamente spaventato gli investitori, che continuano a chiedersi su quali piattaforme fare affidamento, mantenendo un elevato livello di sicurezza. Da dove partire? Sicuramente dalla presenza di reali autorizzazioni e licenze.

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