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Bitcoin: per l’Economist è una forma di diversificazione per gli investitori

L’attuale numero del prestigioso settimanale The Economist spiega perché avere Bitcoin come parte di un portafoglio di investimenti è “una strategia di diversificazione da premio Nobel”.

In un eccellente articolo John O’Sullivan, che scrive la rubrica Buttonwood per The Economist, ha esordito ricordandoci che l’economista Harry Markowitz ha pubblicato un articolo sul Journal of Finance nel 1952, che gli ha permesso di vincere (insieme a Merton H . Miller e William F. Sharpe) il Premio Nobel Alfred per le scienze economiche nel 1990. Secondo il comunicato stampa emesso il 16 ottobre 1990 dall’Organizzazione dei Premi Nobel, Markowitz ha ricevuto il premio per “aver sviluppato la teoria della scelta del portafoglio”.

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The Economist e Bitcoin: un Premio Nobel come esempio

Secondo O’Sullivan, in questo articolo, Markowitz ha detto “La diversificazione è sia osservata che percepibile; una regola di comportamento che non implichi la superiorità della diversificazione va respinta sia come ipotesi che come massima”. L’editorialista dell’Economist ha proseguito affermando che la “moderna teoria del portafoglio” afferma che “un investitore razionale dovrebbe massimizzare i propri rendimenti rispetto al rischio (volatilità dei rendimenti) che sta assumendo” e che “il genio di Markowitz è stato dimostrare che la diversificazione può ridurre la volatilità senza sacrificare il ritorno”.

O’Sullivan afferma che Markowitz si rese conto che “non era necessariamente il rischio proprio di un’attività che è importante per un investitore, ma il contributo che apporta alla volatilità complessiva del portafoglio, ed è principalmente una questione di correlazione tra tutti i beni che contiene”.

Mentre azioni e immobili possono produrre rendimenti succosi, sfortunatamente sono anche altamente correlati tra loro. Al contrario, nel caso di azioni e obbligazioni, la correlazione tra loro è “debole”, ma purtroppo anche le obbligazioni tendono a rimanere indietro quando si tratta di rendimenti.

Correlazione fra crypto ed altri mercati finanziari

O’Sullivan prosegue affermando che questo è il motivo per cui Bitcoin è un eccellente strumento di diversificazione del portafoglio: la criptovaluta può essere molto volatile, ma nel corso della sua breve vita ha avuto anche rendimenti medi elevati. È importante sottolineare che tende anche a muoversi indipendentemente da altri asset: dal 2018, la correlazione tra bitcoin e azioni in tutte le aree geografiche è stata compresa tra 0,2 e 0,3. Su orizzonti temporali più lunghi, è ancora più debole. La sua correlazione con il settore immobiliare e le obbligazioni è altrettanto debole. Questo lo rende un’eccellente potenziale fonte di diversificazione.

Bitcoin aumenta la sua attrattiva in quei paesi con grandi problemi di alta inflazione, come gran parte dei paesi africani, centroamericani, e alcuni paesi sudamericani con Venezuela ed Argentina in testa.

The Economist e Bitcoin: Considerazioni finali

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Sull'autore

Anna Fazio

Laureata all'Università di Milano in Economia e Commercio, mi occupo principalmente di articoli sulle criptovalute.

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