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Bitcoin: le regolamentazione non è un fattore negativo per il BTC e altre crypto

Recentemente, la Bank for International Settlements [BIS] ha pubblicato una recensione dell’ultimo quadrimestre. All’interno del documento, gli autori Raphael Auer, economista principale dell’unità della Politica Monetaria [BIS] e Stijn Claessens, Capo del Dipartimento alla Stabilità [BIS] hanno discusso l’impatto della regolamentazione nazionale a proposito delle criptovalute.

Secondo i report dunque, nonostante il fatto che i crypto-asset non abbiano una vera e propria “casa” e vengano scambiati da un punto di vista internazionale, le news circa le regolamentazioni nazionali hanno avuto un grandissimo impatto su di loro. Il report ha poi affermato:

“Parte della nostra interpretazione è che le criptovalute si basano su istituzioni regolamentate per convertire la valuta normale in criptovalute”.

Inoltre, il rapporto afferma che l’arbitraggio internazionale può essere limitato. Spiegando in breve, il rapporto afferma che gli agenti non saranno in grado di accedere facilmente ai mercati delle criptovalute offshore a causa della necessità di avere un conto bancario in una giurisdizione straniera.

Il rapporto suggerisce che fattori come quelli di cui sopra creano segmentazione del mercato e frammentazione in tutte le giurisdizioni, che vincola in una certa misura la regolamentazione del mercato nazionale. Ad esempio, BSI ha parlato di una segmentazione del mercato denominata “Kimchi Premium”.

Kimchi Premium indica che il prezzo del Bitcoin in Corea supera regolarmente quello degli Stati Uniti in certi momenti di oltre il 50%. La BRI ha dichiarato che questa tendenza suggerisce limitazioni negli scambi transfrontalieri.

Sull'autore

Andrea Lagni

Giornalista pubblicista dal 2016. Laureato in Informatica. Appassionato di Criptovalute dal 2015.

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