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Bitcoin, Ethereum, Ripple: sono veramente dei Valori mobiliari (Titoli)?

Bitcoin, Ethereum, Ripple e le altre criptovalute considerate come titoli oppure come modalità di pagamento è stato il dibattito più acceso nell’intera community delle criptovalute e nel mondo, mentre sempre più regolatori cercano di definire questo settore in rapida crescita.

La SEC si è recentemente fatta avanti e ha affermato che potrebbe, nel prossimo futuro, iniziare a chiamare alcune delle criptovalute come valori mobiliari (titoli o “securities” in inglese) data la loro natura. Ciò porterebbe a creare problemi legali per le aziende ed anche i loro fondatori.

Ad ogni modo, se la SEC dovesse finire per classificarli come titoli, potrebbe causare un’estrema volatilità nel mercato delle criptovalute, anche più del solito.

Affinché ogni nuova entità possa essere classificata come un titolo, deve essere soggetta alle consuete leggi e regolamentazioni riguardanti le attività finanziarie tradizionali. Significa che dovrà essere registrato presso le autorità in base alle leggi già stabilite ed essere tassabile in quanto tale. Chiunque abbia guadagnato profitti in criptovalute e convertito tali profitti in denaro, potrebbe essere tenuto a pagare le tasse su tali profitti.

Qualsiasi nuovo fondo negoziato in borsa, come quello per cui i gemelli Winklevoss hanno appena ottenuto un brevetto, verrà classificato come un titolo.

Le criptovalute sono profondamente diverse rispetto ai titoli esistenti. Si tratta di un asset class totalmente differente e le monete stesse probabilmente richiederanno una nuova serie di regole più versatili e progettate per comprendere questa nuova tecnologia.

Viviamo in un mondo che oggi risulta essere estremamente diversificato che consente alle leggi di essere diverse in ogni paese. L’organo di regolamentazione della Svizzera ha di fatto creato un eccellente precedente nelle linee guida ICO, che suddivide la classificazione della criptovaluta in tre diverse categorie:

  • Gettoni pagamento
  • Token di utilità
  • Token di beni

Bitcoin può essere classificato come token di pagamento in quanto è progettato per essere un mezzo di pagamento e un deposito di valore. Esempi classici di token di utilità sono XRP, Ethereum. La loro “natura” gli consente di interagire con le rispettive blockchain per fornire accesso/pagamento a un’applicazione o un servizio presente all’interno della rete.

I Token di asset che sono più simili ai Titoli, conferiscono al titolare di token il diritto di proprietà parziale della società o della fondazione. Ciò gli consente di presentarsi con una quota della società o diritti di voto nella società.

I token ETH sulla rete Ethereum consentono il voto, ma l’atto di detenere il token stesso non conferisce al possessore il diritto di influenzare le azioni del network. Il token di Ripple, noto come XRP, è sotto il controllo di una società privata chiamata Ripple Labs e i titolari di XRP non hanno diritto a nessun pezzo di quella società. La SEC ha considerato i token DAO originali nel 2016 come titoli.

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Sull'autore

Andrea Lagni

Giornalista pubblicista dal 2016. Laureato in Informatica. Appassionato di Criptovalute dal 2015.

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