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Bitcoin come alternativa dopo il crollo del sistema bancario

Si sente molto spesso parlare di Bitcoin come alternativa dopo il crollo del sistema bancario americano. Nel corso delle ultime settimane, abbiamo effettivamente assistito ad eventi molto rari, che hanno riguardato la chiusura di tantissimi istituti di credito, sparsi in tutto il mondo.

I fallimenti di Silicon Valley Bank, Silvergate Bank e Signature Bank, hanno generato forti perdite sul segmento bancario e sui titoli finanziari, soprattutto sulla Borsa di New York. Molti altri istituti sono considerati sull’orlo del precipizio e ci si chiede cosa potrebbe avvenire nel futuro.

Il governo americano, ha in ogni caso ufficializzato forti aiuti e lo stanziamento di miliardi di dollari per supportare le banche in crisi ed il sistema locale. Le preoccupazioni arrivano tuttavia da tutti gli angoli del mondo. Può ad esempio citarsi il rischio di fallimento di Credit Suisse in UE.

Nel mezzo di una crisi bancaria globale, il valore delle risorse potrebbe convogliarsi sul Bitcoin? È ciò che si chiedono i maggiori esperti del settore in un momento molto delicato e che vede come protagonista il BTC.

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*L’investimento in criptovalute è altamente volatile e non regolamentato in alcuni paesi dell’UE. Nessuna tutela del consumatore. Potrebbero essere applicate imposte sugli utili.

Bitcoin come alternativa alla valuta fiat: quali sono le considerazioni?

Bitcoin come alternativa alla valuta fiat potrebbe essere una delle ipotesi più singolari, ma allo stesso tempo non più così idealistiche, nei tempi moderni. Nelle ultime giornate, con il crollo di diverse banche, tanti titoli si sono trovati in sofferenza.

Di contro, la maggior parte delle criptovalute, ha invece mostrato un rally considerevole. Lo stesso segmento, è stato ovviamente capeggiato dal Bitcoin, che è la prima crypto per capitalizzazione di mercato, nonché quella con maggior dominance su tutto il segmento crittografico.

Ciò potrebbe essere la prima volta che il Bitcoin si rafforza in un periodo di forte avversione al rischio, almeno in altri comparti del mercato. Può essere arrivato il momento propizio per dare giustizia al reale scopo alla base della creazione del BTC?

Per chi non ne fosse a conoscenza, la rete Bitcoin è stata creata come una delle potenziali risposte dirette alla grande crisi finanziaria del 2008. Molte persone sentivano a quell’epoca pressioni sul sistema finanziario e le criptovalute volevano contrastare un sistema troppo chiuso.

Curioso ricordare, come la nota apposta sul primo blocco del Bitcoin citasse: “il cancelliere è sull’orlo del secondo salvataggio delle banche”. Adesso che le autorità di regolamentazione sono alla ricerca di soluzioni, è importante ascoltare il messaggio di Satoshi Nakamoto.

Per anni, ha infatti parlato del cosiddetto “Great Reset”, ossia un concetto che chiede di spostare l’affidamento delle “cose con più valore”, da sistemi centralizzati a sistemi decentralizzati, che potrebbero invece essere il futuro del sistema economico e finanziario mondiale.

La teoria considererebbe altresì la gestione delle risorse nelle mani di privati, che non sarebbero necessariamente migliori, o più intelligenti di noi, ma che al contempo prenderebbero con più tranquillità tutte le decisioni e gli errori per conto di altri.

La corsa agli sportelli che spaventa il sistema monetario

Ciò che si è potuto assistere, dopo i pericolosi e dannosi eventi sul sistema economico e monetario mondiale, è stata una vera e propria corsa agli sportelli. Le persone sono effettivamente preoccupate e cercano così di trovare soluzioni rapide per tutelarsi.

Se osserviamo la sequenza degli eventi, è possibile notare – secondo gli esperti – una serie di decisioni specifiche del sistema centralizzato, che avrebbero fatto traboccare il vaso. Da dove partire? Sicuramente dalle scelte dei vertici della Federal Reserve.

La stessa aveva di recente indicato possibili aumenti sui tassi di interesse e possibilità che le stesse percentuali aumentate sarebbero perdurate nel tempo. Questo ha creato disequilibri su diversi prodotti finanziari, soprattutto sul comparto obbligazionario.

Al contempo, la Silicon Valley Bank, è stata letteralmente costretta a vendere alcune delle sue obbligazioni a 10 anni nel suo bilancio, con uno sconto del 20/30%, per far  essenzialmente fronte agli obblighi in un periodo di prelievi crescenti e che non sembrerebbe arrestarsi facilmente.

Conclusioni

Dopo il crollo di SVB, contrariamente dalla attese, il prezzo del BTC ha invece mostrato recuperi netti, superando per la prima volta (da inizio anno), la quota dei 26.000 dollari. Ciò che gli analisti si chiedono è quindi se il Bitcoin può in qualche modo sostituire il sistema centralizzato.

Domanda che si mostra in ogni caso molto complessa da analizzare, soprattutto per la natura stessa da criptovaluta e per un segmento ancora scarsamente regolamentato. Sta di fatto che gli utenti hanno continuato a dare fiducia al BTC, con un volume in ingresso in aumento.

Al momento di questa stesura, mostrando un nuovo ATH annuo, il prezzo del Bitcoin ha raggiunto il livello dei 26.981 dollari per unità. Un valore che, secondo CoinGecko, evidenzia una crescita netta del 31,4% su base settimanale e del 6,9% su base giornaliera.

In un contesto di mercato così dinamico e con tante imprevedibilità, è fondamentale restare continuamente aggiornati. Ricorda che puoi sempre individuare il Bitcoin ed analizzarlo a tua discrezione, utilizzando una delle migliori piattaforme di investimento crypto, ossia eToro.

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Francesco

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