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Bitcoin in bolla? Ha fatto il 40% in Aprile

Il Bitcoin è una bolla? Nei giorni duri in cui sembrava che il Bitcoin fosse destinato a scendere senza fine, sono stati in molti ad affermare che il Bitcoin è una bolla finanziaria destinata a scoppiare velocemente. Queste cassandre, però, sono state messe a tacere direttamente dal mercato: Bitcoin ha dimostrato non solo di essere ancora vivo, ma di essere forte e pronto a riprendere la rincorsa. Nel solo mese di Aprile Bitcoin ha messo a segno una crescita favolosa del 40% e la sua corsa non sembra affatto essersi fermata.

Gli investitori festeggiano: professionisti del trader e dilettanti (che magari operano con piattaforme come eToro dove possono semplicemente copiare automaticamente quello che fanno i grandi trader) hanno messo a segno guadagni favolosi anche nel mese di Aprile. Il Bitcoin sembra essere sparito dai telegiornali e dai mezzi di comunicazione di massa, ma chi ci ha creduto veramente continua a guadagnare.

Malgrado tutto, quindi, sono sempre più le persone che si stanno avvicinando, magari timidamente, al mondo del Bitcoin e delle criptovalute: e il bello è che queste persone stanno guadagnando!

Investire nel Bitcoin: gli inglesi e gli americani ci credono

Un recente rapporto realizzato da ThinkCoin nel Regno Unito ha mostrato come il 15% dei britannici stia valutando l’idea di investire nel Bitcoin e nelle altre criptovalute. I dati sono sorprendenti, soprattutto se li confrontiamo con il 17% che attualmente investe in azioni.

Questi dati confermano ciò che già si sapeva riguardo agli interessi dei millennials negli Stati Uniti: prerferiscono investire in criptomonete piuttosto che nel mercato azionario. In quel paese e utilizzando i dati di Finder.com, 8% degli americani ha già fatto qualche acquisto di criptovalute. In particolare, il 5% ha comprato Bitcoin (BTC), il 2% Ethereum (ETH) e l’1% Ripple (XRP).

Di quelli che ancora non investono, solo il 18% pensa che il Bitcoin e le altre criptovalute siano una frode
. Semplicemente, molti pensano che investire in Bitcoin sia complicato dal punto di vista tecnico, probabilmente perché non conoscono le piattaforme più semplici per operare sulle criptovalute. Esistono infatti piattaforme per investimenti autorizzate e regolamente (quindi sicure) che offrono la possibilità di investire anche sulle criptovalute in modo semplice e sicuro. Le abbiamo raccolte per comodità nella tabella qui sotto:

Broker Vantaggi Deposito min. Inizia
Social trading 200 € Apri un conto
Supporo telefonico gratis 200 € Apri un conto
Spread bassi, demo gratis 100 € Apri un conto
Deposito minimo 10 euro 10 € Apri un conto

Giusto per fare un paragone, solo nel 2014 ben il 68% degli americani pensavano semplicemente che il Bitcoin era una frode (all’epoca praticamente non esistevano altre criptovalute). Ovviamente le truffe con il Bitcoin continuano a esistere ancora adesso, inutile nasconderselo: basta pensare a Bitcoin Code che ha truffato tantissime persone in Europa. Tuttavia chi investe in Bitcoin con piattaforme autorizzate e regolamentata ha la certezza matematica che non subirà alcun tipo di truffa.

Tornando al rapporto ThinkCoin è interessante vedere come molti consulenti finanziari britannici hanno provato a convincere i loro clienti a non investire in criptovalute. Le ragioni di questo parere negativo sul Bitcoin sono legate all’elevata volatilità e alla difficoltà di utilizzare come valuta il Bitcoin nel mondo reale. Inoltre, e forse più importante, essi non cessano di essere prodotti finanziari non regolamentati, a meno che non si scelgano piattaforme di investimento regolamentate e quindi già vigilate dalle autorità di controllo (FCA per il Regno Unito, CONSOB per l’Italia, ecc…).

Questo è un punto veramente molto importante: il Bitcoin e le criptovalute non sono ancora state regolamentate in modo preciso. Ci sono però alcune piattaforme che offrivano investimenti su azioni, materie prime e altri asset finanziari che hanno deciso di estendere la loro offerta anche al mondo delle criptovalute. Sono le piattaforme che abbiamo inserito nella nostra tabella e che garantiscono sempre la massima sicurezza e affidabilità.

La bolla del Bitcoin e i media

Ma mentre il cambiamento sociale sta avvenendo poco a poco e dalla base della popolazione, i media sembrano aver dimenticato tutto ciò che riguarda le criptovalute. All’inizio i media hanno fatto titoli sensazionalisti sulla cossidetta bolla del Bitcoin, diffondendo notizie negative e amplificando ogni calo delle criptovalute sui mercati. Poi però quando il Bitcoin ha ripreso la sua marcia trionfale, hanno smesso di parlarne.

La capitalizzazione totale delle criptovalute è passata da 250 miliardi a 442 miliardi di dollari in un solo mese. E la cosa più interessante viene dal lato della distribuzione del valore. Se nel maggio dello scorso anno Bitcoin (BTC) ha rappresentato più del 50% della capitalizzazione di mercato totale delle criptovalute, oggi questa cifra è inferiore al 36%.

Insomma, ormai non possiamo più nemmeno parlare solo di Bitcoin: è in atto una vera e propria rivoluzione finanziaria, è nato un nuovo mercato finanziario, quello delle criptovalute, con cui dovremo fare i conti per i prossimi decenni (e per chi opera con un minimo di intelligenza, ci sono possibilità di profitto senza limiti).

Goldman Sachs ha confermato questa settimana la sua intenzione di iniziare a operare sul mercato delle criptovalute per conto dei suoi clienti al più presto. Allo stesso tempo, creerà una sorta di future che i tuoi clienti saranno in grado di negoziare a breve. La Banca ha concluso che il bitcoin (BTC) non era una frode e che non aveva le caratteristiche di una valuta. Avendo un numero crescente di clienti che volevano mantenerlo come riserva di valore, simile all’oro, si sono lanciati per fornire determinati servizi in tal senso. La banca americana offriva già un servizio di liquidazione a determinati clienti che operavano nel mercato dei futures CBOE e pochi mesi fa ha acquistato uno degli exchange più noti sul mercato.

Sull'autore

Fabrizio Micheli

Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bari nel 2003, appassionato di finanza, di politica e di economia.

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