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Binance opta per l’Irlanda: Nuove aperture a Dublino

Binance opta per l’Irlanda, nazione alquanto singolare e specifica, che ospiterà nuove aperture registrate da uno degli exchange più conosciuti al mondo. Lo stesso scambiatore, ha avuto la capacità di ottenere sviluppi da record nel corso degli ultimi anni, mantenendo attivi i propri servizi e cercando sempre di migliorarli aggiungendo nuove funzionalità.

Nonostante la sua crescita, ha tuttavia più volte dovuto scontrarsi con enti preposti al controllo ed alla vigilanza del mercato, cercando di portare acqua al proprio mulino e risolvere pesanti questioni in pochissimo tempo.

Nel corso del nostro approfondimento dettagliato, andremo ad evidenziare le nuove scelte dell’exchange sull’apertura di specifiche aziende di gestione a Dublino, focalizzando l’attenzione sui possibili perché di questa scelta unica nel suo genere, messa nel corso delle ultime giornate letteralmente sotto i riflettori.

Tutto ciò in riferimento ad un exchange che, ad oggi, vede la presenza di moltissimi altri broker & exchange competitors.

Binance opta per l’Irlanda: Ecco la scelta dell’exchange internazionale

Binance che opta per l’Irlanda come sede principale di alcune delle proprie divisioni, rappresenta sicuramente una notizia rilevante. Tutto ciò poiché fino ad oggi, lo stesso exchange aveva più volte mostrato interesse su specifiche zone territoriali, andando ad apporre proprie sedi in zone strategicamente stabilite dal management societario.

Entrando nel dettaglio della questione, in data 27 settembre, le suddivisioni ad aver registrato la propria sede in Irlanda, nello specifico a Dublino, sono state:

  • Binance Technologies
  • Binance Holdings (Services)
  • In ultimo, Binance Holdings (APAC)

L’apertura delle nuove aziende della società, andrà quindi ad estendere la valenza di Binance nel territorio irlandese, considerato quindi favorevole da parte della compagnia. Nel corso degli ultimi anni, nonostante le crescite sul volume degli scambi, Binance si è trovata più volte nell’occhio del ciclone mediatico, accusata enti regolatori appartenenti a più Stati.

Lo stesso CEO, ossia Changpeng Zhao, avrebbe ultimamente espresso proprie considerazioni in merito, mostrandosi aperto a dialoghi costruttivi per poter risolvere il districato e complesso aspetto delle regolamentazioni, a favore di un settore crittografico maggiormente controllato, potenzialmente più sicuro, ma allo stesso tempo esistente.

Vicissitudini che, nonostante tutto, avrebbero spinto l’exchange ad andare alla ricerca di nuovi territori da esplorare, soprattutto dopo le pesanti regole apposte in Cina ed in determinate zone del mondo (si pensi ad esempio a Singapore).

Ad oggi, Binance dispone già di siti paralleli per poter offrire ugualmente servizi di negoziazione su assets crypto in specifici territori, come nel caso di Binance US, o di Binance UK. Il primo risulta ad oggi operante nel territorio degli Stati Uniti, mentre il secondo nel territorio del Regno Unito.

Notizia, quella appena esposta, legata ad uno scambiatore puro centralizzato che, nonostante accuse e restrizioni, cerca costantemente di risollevarsi e di andare avanti, proponendo altresì nuovi territori operativi nei quali gestire attività.

Conclusioni

Nel corso del nostro approfondimento abbiamo avuto modo di constatare come nonostante lo sviluppo di Binance, così come di molti altri exchange rinomati, ad oggi aspetti regolatori rappresentino ancora un grande tallone d’Achille.

Ma gli exchange rappresentano l’unico sistema per poter trattare sul comparto delle criptovalute? Attualmente, è possibile ricordare la parallela presenza dei broker di CFD, come ad esempio eToro, ossia basati su contratti per differenza. Rappresentano operatori completamente differenti rispetto agli scambiatori fisici, poiché permettono di:

  • Aprire posizioni sulle principali criptovalute mondiali, senza tuttavia acquisire il possesso delle stesse monete digitali. Tutto ciò poiché i CFD si basano solamente su repliche degli andamenti del sottostante. In altri termini, non sarà necessario utilizzare alcun wallet di archiviazione.
  • Agire allo scoperto: i broker di CFD, diversamente dagli acquisti fisici, permettono di attuare due tipologie di strategie. Una al rialzo, ossia di tipo long ed una al ribasso, ossia di tipo short, sulla base dei propri studi.

Completa il tutto l’assenza di costi fissi (con la sola applicazione di bassissimi spread), a patto di selezionare solamente operatori professionali e regolamentati. Uno dei più completi è eToro (qui per la pagina ufficiale), il quale vanta numerose funzionalità, da poter utilizzare anche per il comparto delle criptovalute.

Una delle più note è il Copy Trading, ossia un sistema di copia automatica basato sulla possibilità di copiare reali utenti con esperienza. Il tutto selezionandoli all’interno della sezione specifica dei Popular Investor ed associandoli successivamente al proprio account. Le posizioni copiate saranno aperte in modo speculare e senza costi aggiuntivi.

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Sull'autore

Francesco

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