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75% dei giovani investitori USA vuole diversificare con asset crypto

Pubblicato: 17 Ottobre 2022 di Francesco

Secondo uno degli ultimi rapporti pubblici, presentati direttamente dalla BoA, ossia Bank of America, il 75% dei giovani investitori degli Stati Uniti vedrebbe negli asset crypto una delle tante possibilità di investimento moderne dell’ultimo secolo.

Ciò per cercare di diversificare il proprio portafoglio, al di là dei consueti investimenti tradizionali, ossia legati alla finanza tradizionale. Il gruppo di intervistati, di età compresa fra i 21 e 41 anni, ritiene infatti impossibile ottenere rendimenti sopra la media puntando solo sulla vecchia finanza.

Ad essere molto più vicini agli investimenti su asset crypto, secondo diversi studi da parte di esperti ed analisti, sarebbero proprio le nuove generazioni, che in questo caso fanno parte dei Millennial, o della Generation X.

Già a partire dalla fine del 2021, dopo il rally di molte criptovalute ad elevata capitalizzazione, una percentuale considerevole di giovani aveva affermato di esser stato felice di ricevere un potenziale stipendio pagato in criptovalute e non in valute fiat correnti.

Vediamo quindi di approfondire il report e come la pensano i giovani sul mercato delle criptovalute. Asset che, lo ricordiamo, puoi sempre individuare e negoziare su broker professionali e regolamentati, del calibro di eToro.

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75% dei giovani investitori vicini al mondo delle criptovalute: qualcosa sta cambiando?

Secondo lo studio condotto di recente da Bank of America, il 75% dei giovani investitori, pensa che strumenti di investimento moderni dovrebbero rappresentare una porzione del proprio portafoglio di investimento.

Fra gli stessi prodotti, oltre alle criptovalute, sarebbero stati indicati anche prodotti di private equity, immobiliari ed anche sulle commodities (ossia sulle materie prime). Gli stessi intervistati, considererebbero inoltre che un portafoglio tipico tradizionale, con azioni ed obbligazioni, non possa garantire profitti sopra la media.

Cosa dire degli investitori meno giovani, ossia al di sopra i 41 anni? Curioso sottolineare, come da diversi studi, solamente il 32% condividerebbe la stessa opinione degli investitori più giovani in merito ad allocazioni su asset crittografici.

La restante percentuale sarebbe invece ancora maggiormente attratta da tipici investimenti borsistici, ossia sulle tradizionali azioni ordinarie di società quotate. Gli stessi, punterebbero solamente il 5% del proprio capitale su criptovalute, o prodotti similari.

Ulteriore dato interessante, mostra invece che il circa 68% dei genitori che hanno condotto il sondaggio, hanno dichiarato di aver svolto discussioni con i propri figli in merito ad un ipotetico ed eventuale trasferimento del patrimonio familiare (da qui ai prossimi anni).

Gli esperti della nuova economia, hanno già stimato la possibilità di poter presto vedere trasferimenti in 84 trilioni di dollari ai millennial e generazione X fino al 2045. Aspetti che mostrano quindi come qualcosa di importante stia lentamente cambiando nelle considerazioni delle nuove generazioni sul mondo delle criptovalute.

Note finali

In questo contesto, dove la gestione del patrimonio delle famiglie è ancora nelle mani di persone sopra i 41 anni, la maggior parte delle persone anziane potrebbe non consigliare ai propri figli di puntare su prodotti moderni e crittografici.

A tal riguardo, Katy Knox (presidente della Private Bank of America) avrebbe di recente dichiarato:

“Come vediamo tra le famiglie dei nostri clienti, i comportamenti e i valori finanziari prendono forma presto nella vita e sopravvivono nelle eredità tramandate di generazione in generazione. Questi risultati della ricerca indicano un ruolo più ampio che i consulenti patrimoniali e il settore dei servizi finanziari stanno svolgendo nell’aiutare le famiglie a trasferire la ricchezza e soddisfare le esigenze della prossima generazione”.

In ogni caso, al di là del presente, la situazione nel prossimo futuro potrebbe essere molto differente, visto a consigliare ai propri figli saranno proprio le generazioni attualmente più giovani, ossia i Millennial e la Generazione X.

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